|

Voto - 7,5 / 10
|
E si'... con gli AGENT STEEL si va sul sicuro quando si va in cerca di un distillato puro di metallo suonato un po' alla vecchia maniera delle maestranze thrash, un po' in memoria dello speed ottantiano (genere che gli AGENT STEEL hanno contribuito a forgiare) e certamente devoto alle sonorita' heavy classiche, ma rivedute in chiave odierna con un sound robusto come pochi e con strutture assai dinamiche. Tutto merito della ormai storica coppia formata da JUAN GARCIA e BERNIE VERSAILLES, connubio rodato e oliato a dovere negli anni e che sul nuovo capitolo della saga misteriosa e fantascientifica intitolata "Alienigma", ci allieta con un super lavoro fatto di intrecci ritmico/melodici che seguono fedelmente il discorso fatto di continuita' intrapreso nel 1999 con l' ottimo disco della reunion "Omega Conspiracy", proseguito nel 2003 sotto la protezione dell' italiana Scarlet Records con "Order of the Illuminati" e rigenerato con l' ennesimo cambio di label, Mascot Records nel frangente, in un disco che rompe un silenzio di ben 4 anni. Sembra piuttosto passata un settimana, perche' la forma è quella dei giorni migliori, difficile dubitare di cio' una volta passati in rassegna i rintocchi iniziali del disco affidati a "Fashioned from Dust", un vero fiume in piena dove ritroviamo con piacere i migliori connotati dello stile degli AGENT STEEL: velocita', tecnica da vendere ed ampia liberta' al duo GARCIA/VERSAILLES di sbizzarrirsi in assoli da capogiro e in una quantita' industriale di riff marmorei. Fa' capolino pure la voce mostruosa di BRUCE HALL, da considerarsi a pieno titolo come uno dei cantanti metal piu' incisivi attualmente presenti sulla scena americana e non solo. In "Wash the Planet Clean" si spinge oltre i suoi abituali standard, mostrando orgogliosamente tonalita' ruvide e squarcianti non lontante da uno stile growl/scream. "Hail to the Chief" assurge a ruolo di uno dei pezzi piu' dinamici del disco, con riff secchi e perentori che mutano drasticamante da un momento all' altro in assalti speed in piena regola. Come tradizione non possono mancare i rimandi alle tematiche sci-fi rispolverate in "Hybridized" e le sempre vive consonanze con gli IRON MAIDEN, riemergenti in "Wormfood" con un' interpretazione dickinssoniana del chorus da parte del sempre luminoso BRUCE HALL. "Alienigma" si lega con un filo invisibile al precedente "Order of the Illuminati"; poche le variazioni sul tema, tranne la prova del singer BRUCE HALL ,che a tratti è piu' aggressiva che mai , e i tassi di velocita', che in acluni pezzi raggiungono livelli mai toccati prima, come in "Extinct" e soprattutto in "Lamb to the Slaughter", dove alcuni picchi raggiunti da RIGO AMEZCUA farebbero comodo alla band death di turno. Ok, constatiamo con il buon "Alienigma" un ritorno degli AGENT STEEL senza particolari sorprese, retti nella loro condotta, fedeli al proprio credo e di riflesso attenti a non dare delusioni ai propri estimatori; credo che cio' possa bastare a confermare il nome del gruppo californiano come un inossidabile sigillo di garanzia nel panorama power/thrash del nuovo millennio.
MARCO TARDA
|