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Voto - 6 / 10
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I tempi non sono piu' maturi per accogliere con entusiasmo l' ennesima band di metal melodico, per giunta proveniente dalla Finlandia. Gli AGONIZER probabilmente se ne infischiano di cio' e ci propongono il loro debutto "Birth / The End", giunto dopo un percorso iniziato nel 1998 e che ha portato la band finnica a collezionare un numero copsicuo di apparizioni live sia all' interno del proprio paese che fuori ( pure una comparsata ad un Wacken Open Air ) e fatto non meno importante, l 'incisione di ben 6 demo, che come risultati portarono buone critiche, soprattutto in madre patria ed un "quasi" contratto con la Century Media nel 2002. Le speranze giungono finalmente a compimento con l' accordo raggiunto con la casalinga Spinefarm Records, etichetta che lancio' i SONATA ARCTICA. Il disco di debutto "Birth / The End" è un collage di pezzi piu' o meno uniformi, fortemente tendenti al melodico e che poco davvero lasciano all' immaginazione : il suono delle chitarre affidate al duo composto da JARI-PEKKA PERALA e JONI LAINE è quantomeno corposo; il lavoro del tastierista PATRIK LAINE contribuisce notevolmente a rendere moderno il taglio delle composizioni, che a dire il vero non offrono momenti davvero emozionanti. Mancano le scosse tellurgiche in un songwriting che vede spiccare a stento "Prisoner" con un uso interessante di doppie voci e la discreta "Sleepless". Un punto a favore degli AGONIZER lo segna il cantante PASI KARKKAINEN, dotato di corde vocali calde e lontano dalle tonalita' castrate di molti suoi colleghi. In generale si avverte la volonta' di creare uno stile proprio, ma gli AGONIZER sono ancora un cantiere aperto, autori di una proposta che riprende in maniera scolastica quanto fatto sentire in passato dai migliori TWILIGHTNING, ma anche da TAROT, SONATA ARCTICA e SENTENCED. Intanto si segnala la presenza degli AGONIZER nel Guinness dei Primati, per aver suonato il concerto piu' "profondo" della storia; a 1400 metri sotto terra, per un pubblico selezionato per ovvi motivi di sicurezza. Il combo finnico per ora fa' parlare di se' per questo curioso avvenimento, ma spero che in futuro si distinguano dalla masse per la propria musica, che al momento rimane senza lode e senza infamia.
MARCO TARDA
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