ANUBIS GATE - "Andromeda Unchained" (2007)
Genere - Heavy / Progressive
Label - Locomotive records
Sito Web - www.anubisgate.com
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Voto - 7 / 10
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Gli ANUBIS GATE sono a mio modesto parere una delle entita' heavy/progressive piu' interessanti partorite dalla Danimarca negli ultimi anni, facenti squadra con BEYOND TWILIGHT, WUTHERING HEIGHTS, MANTICORA e PYRAMAZE in un fascio di gruppi che capeggiano la scena della terra di Amleto. Ho visto crescere il gruppo di JESPER JENSEN, nota dopo nota, disco dopo disco; per giungere nel 2005 al tassello pregiato rappresentato da "A Perfect Forever". Nel giro di 2 anni alcune cose importanti sono cambiate: è un vero peccato non vedere piu' dietro al microfono TORBEN ASKHOLM, di sicuro uno dei valori aggiunti nei dischi sin qui' partoriti dagli ANUBIS GATE. Nel novello "Andromeda Unchained" il posto vacante viene coperto da una vecchia conoscenza del gruppo,JACOB HANSEN, nonche' amico del chitarrista JESPER JENSEN, con cui tiene in piedi i thrhashers INVOCATOR. La collaborazione tra Jacob e gli ANUBIS GATE comincia in tempi non sopetti col primo album ed era proseguita col secondo; in entrambi i casi ne aveva curato la produzione ed alcuni cori... spero non sfugga il fatto che JACOB HANSEN è un apprezzatissimo produttore ed ingegnere del suono, mestiere di cui si è occupato con profitto anche di recente con i MANTICORA, tanto pper restare in patria. Il cambio di vocalist ha in un certo qual modo fornito l' occasione agli ANUBIS GATE di rivedere il proprio stile, che su "Andromeda Unchained" sposta l' ago della bilancia su sonorita' piu' cathchy, ma anche piu' ambiziose e progressive. A tal proposito si deve far notare la lunghezza del disco, ben 70 minuti, e soprattutto l' inedito lavoro fatto a livello testuale, che va a sposare un concept dalle tematiche da fistion fantascientifiche. Il vento del cambiamento comincia a soffiare con "Snowbound", dove la forte propensione melodica delle linee melodiche si sente ora come mai in passato, pur riconoscendo che strutturalemnte ad esempio il drumming di MORTEN SORENSEN è assai dinamico. I danesi si buttano a capofitto su territori power con "Waking Hour", lascinado fruire liberi ritmi in doppia cassa e ritornelli dall' impatto immediato. Velocita' sostenute pure per il chorus di "Beyond Redemption", che poggia le proprie basi su un power/prog che non disdegna timidissimi inserimenti di sintetizzatori e passaggi acustici da sempre nel dna degli ANUBIS GATE. Sono pero' i minuti stacchi di "Banished From Sector Q", "Escape Pod" e "The Stars of Canis Minor" dove il gruppo cerca di aprire una finestra su passaggi elettronici che bene si integrano con il resto del malloppo, visto che quesa scelta non risulta risicata, in quanto troppo brevi sono questi epedienti per influenzare la direzione stilistica dell' album, che trova attimi accattivanti con l' enigmatica "The White Storm Through My Mind", intelligente nel connubio tra inserti acustici e assoli di chitarra ispiratissimi. Nella ballad "Take Me Home" trova il suo palcoscenico il bassista HENRIK FEVRE, che nel pezzo si cimenta pure come cantante, con risultati assolutamente non disprezzabili. In un disco simile non poteva mancare la classica lunga suite di turno : "The End of Millenium Road", che ci trasporta tra anfratti oscuri e al tempo stesso futuristici, cosi' come si conviene alla storia raccontata nel concept. La mia valutazione finale sul disco tiene conto dell' assenza di TORBEN ASKHOLM, che infondeva alle composizioni una teatralita' che il pur valido JACOB HANSEN non puo' dare, perche' fornito di una timbrica piu' pulita e consona tutto sommato alla direzione musicale scelta per "Andromeda Unchained", album che proietta gli ANUBIS GATE nel futuro con un sound investito ufficialmente da nuove tendenze power e ariose a scapito di una perdita di oscurita' che sino al precedente "A Perfect Forever" poneva il combo danese piu' o meno sulla stessa lunghezza d' onda di gruppi come EVERGREY, TAD MOROSE e BEYOND TWILIGHT.... oggi un po' piu ruffiani che in passato, ma pur sempre di progressive metal di qualita' si tratta.
MARCO TARDA
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