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DETTAGLI

Track listing

1. New Revelation
2. Freedom War
3. Pentecostal Bound
4. Bastard Son
5. Waiting For The Master
6. Planet Earth
7. Quisling
8. Cold War Survivor
9. The Gates Of Light
10. Shores Of Solitude
11. Mercenary Man

Line-up

Patrik Johansson - Vocals
Joachim Nordlund - Guitar
Martin Haglund - Guitar
Mika Itäranta - Bass
Joakim Roberg - Keyboards
Johan Lindstedt - Drums

 

 

RECENSIONE

ASTRAL DOORS - "New revelation" - (2007)

Genere - Hard / Heavy

Label - Locomotive Records

Sito - www.astraldoors.com

 

Voto - 8 / 10

Trovare gruppi che riescano a contestualizzare in ambito moderno l' hard settantiano e l' heavy classico risulta essere un' impresa decisamente ardua ai nostri giorni, meno male che in soccorso giungono gli ASTRAL DOORS, band svedese che nel corso degli ulimi 4 anni è venuta fuori quasi come una sorpresa agli occhi del sottoscritto, sfornando album sempre piu' piacevoli e maturi. Il recente "Astralism" avrà senza dubbio fatto brillare gli occhi agli amanti del genere e "New Revelation" non fa altro che confermare le peculiarità e le doti di un gruppo che fa marciare di pari passo prolificità e qualità. L' album di fresca uscita contiene alcune delle migliori songs mai scritte dai scandinavi, partendo dalla title-track che incrocia l' assodato affiatamento ritmico/solista tra i chitarristi JOACHIM NORDLUND e MARTIN HAGLUND a melodie liscie come l' olio,in un oscillare tra schemi maideniani e pura energia hard rock, con la novità che questa volta il tastierista JOAKIM ROBERG mette da parte i classici suoni dell' Hammond per dare un tocco in piu' di respiro odierno alla composizione. Assolutamente ariose le partiture di "Freedom War", che lascia poi il posto alla velocità di "Pentecostal Bound", un pezzo in classico stile ASTRAL DOORS, dove si corre spediti verso richiami alla RAINBOW, da sempre una delle influenze maggiori del gruppo svedese. Uno dei climax emozionali del disco lo peschiamo nella ballad "Bastard Son", dove si puo' ammirare nel suo piu' fulgido splendore la roboante voce di PATRIK JOHANSSON, uno dei cantanti del momento, che tra le altre cose ultimamente abbiamo visto dare fiato al ritorno sulle scene dei LION'S SHARE. Come già si è fatto spesso in passato in sede di recensione, i paragoni con i vari RONNIE JAMES DIO, TONY MARTIN e DAVID COVERDALE si sprecano, a sancire in maniera pressoche definitiva l' elevato valore di un' ugola caratteristica come quella di Patrik. L' attitudine ispirata dell' album prosegue con "Planet Earth", che alterna strofe oscure a chorus abilmente congeniati per far presa a primo colpo, dote quest' ultima che va riconosciuta agli ASTRAL DOORS, i quali difficilmente perdono per strada il mordente ed il senso melodico di un pezzo. Anche qui risulta decisivo l' apporto del gregario JOAKIM ROBERG, che tesse con la sua tastiera tappeti tonali vivaci, che questa volta non potranno essere accusati di essere troppo retro'. Hard rock melodico allo stato puro in "Cold War Survivor" e "Shores of Solitude",composizioni semplici ma efficaci, ed è questo che conta; gli ASTRAL DOORS sono lontani dal rivoluzionare il genere, ma la bellezza e la scorrevolezza delle trame non lasciano dubbi sul valore di "New Revelation", che depone l' ultima gemma con "Mercenary Man", bel macigno iniziato da un solenne intro di Hammond e che prosegue in memoria dell' epico fluire dei grandi BLACK SABBATH del dopo OZZY OSBOURNE. Altro centro per gli ASTRAL DOORS nel segno della loro fruttosa tradizione riverente ai seventies e agli eighties, ma con un passetino in avanti per quanto concerne lo stile, che negli arrangiamenti trova il suo rapporto ottimale con il presente. "New Revelation" è un album da ascoltare e riascoltare, un altro presiozo gradino posto dagli ASTRAL DOORS per il raggiungimento di vette ambiziose.

MARCO TARDA

 

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