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DETTAGLI

Track listing

1. Fall of the Reich
2. Legacy
3. Guardian
4. Sands of Time
5. Destination
6. Journeys End
7. Colliding Worlds
8. No Sanctuary
9. Beyond Reality
10. Lady of the Lake

Line-up

John "Gio" Cavaliere - Vocals
Steve Janevski - Guitars
Hanny Mohamed - Guitars
Pavel Konvalinka - Drums

 

 

RECENSIONE

BLACK MAJESTY - "Sands of time" (2003)

Genere - Power/Heavy

Label - Limb Music

Sito - www.blackmajesty.com

 

Voto - 6,5 / 10

Interessante questo "Sands of time" , debutto degli australiani BLACK MAJESTY , portato alla luce in Europa dall' attenta Limb Music , nota per aver scoperto anche i nostri RHAPSODY . I BLACK MAJESTY ci offrono una discreta alternativa al power metal melodico scandinavo/tedesco , inniettando nel platter una sana dose di metal classico ed una spolveratina di progressive di stampo americano , in primis vengono alla mente le prime avvincenti prove dei QUEENSRYCHE . Qualche prolissita' è evidente nei solchi dell' album , ma la vera nota di colore è rappresentata dalla splendida prova canora di JOHN CAVALIERE , potente e al tempo stesso acuto , conscio delle lezioni impartite da GEOFF TATE (QUEENSRYCHE) e apprendista delle tonalita' piu' pulite di BRUCE DICKINSON (IRON MAIDEN) . I pezzi piu' interessanti del disco sono la track d' apertura "Fall of the Reich" , canzone molto dinamica rispetto ai canoni medi del power metal che siamo abituati ad ascoltare . Degna di nota pure la melodica "Legacy" , che va' a scomodare il gusto degli STRATOVARIUS . Concludiamo il giro degli highlights con "Journey's end" , che mette sul campo un suono potente e curato nei dettagli , lontano dal farci pensare che stiamo parlando di un ' opera prima di un gruppo di esordienti . I 2 chitarristi STEVE JANEVSKI ed HANNY MOHAMED piu' che infilarsi in stucchevoli virtuosismi , badano bene ad essere concreti ed assai piu' vicini alla scuola heavy di un tempo , con qualche ritmica piu' elaborata e che poco ha da spartire con il semplice e scarno "power chord" . Manca ancora qualcosa nel songwriting che possa rendere i BLACK MAJESTY memorabili nel vero senso della parola , ma trattandosi di debuttanti , il risultato del lavoro fatto su "Sands of time" potrebbe far ben sperare per il futuro .

MARCO TARDA

 

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