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Voto - 8,5 / 10
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Il nuovo attesissimo album dei norvegesi CIRCUS MAXIMUS "Isolate" arriva al momento giusto per assicurare un posto al quintetto scandinavo tra le nominations del disco progressive rock/metal del 2007. Gia' il precedente "The 1st Chapter" uscito nel 2005 lasciava trapelare delle ottime qualita', sia interpretative che tecniche; ed ora "Isolate" non si pone come semplice e comoda copia di quel felice debutto; ma rimodella i connotati che se all' inizio, come ovvio che sia, poggiavano le proprie fondamenta sul lavoro dei maestri DREAM THEATER, SYMPHONY X e VANDEN PLAS, ora tenta di staccare l' ipotetico cordone ombellicale, bagnando la nuova proposta di una maggiore freschezza melodica e di una piu' marcata linearita' che mette sul piatto della bilancia in equilibrio pressoche' perfetto prog metal d' annata, Aor e Hard Melodico. Le prime note di "A Dakened Mind" mi mostrano un sontuoso flusso migliorato rispetto al passato per resa sonora, nel frangente devo dire curata e tendente a far risaltare definitivamente il timbro del cantante MICHAEL ERIKSEN, autentico talento e deus ex-machina della formazione norvegese; un erede degno di singer quali JOEY TEMPEST (EUROPE) e TONY HARNELL (TNT). Questo è solo l' inzio di una viaggio che ci racontera' attraverso il disco un concept incentrato sul tema della pazzia. "Abyss" è un concetrato di melodia allo stato puro, cori epici, e cambi di ritmi che sono terreno fertile per i fratelli MATS e TRULS HAUGEN per sfoggiare una prestazione priva di pecche. Si giganteggia con "Wither", tra gli accenti non invadenti del nuovo tastierista LASSE FINBROTEN (proveniente dai TRITONUS), strummings acustici a effetto ed un tiro che trasporta il pezzo verso lidi melodici dalla resa assicurata. Il disco è gobibilissimo, calibrato in maniera tale da poter essere digerito benissimo anche da chi non è avvezzo a sonorita' tipicamente progressive. La strumentale "Sane No More" ci da' la possibilita' di ammirare la perizia tecnica del chitarrista MATS HAUGEN, assoluto vincitore degli incroci con LASSE FINBROTEN. Parlavamo prima di hard melodico, e la traccia piu' rappresentativa in tal senso è "Arrival of Love", ruffiana quanto basta e incrementata in valore aggiunto dal cantato accattivante di MICHAEL ERIKSEN. La seconda parte del disco è caratterizzata dai pezzi piu' lunghi: l' ispiratissima "Mouth of Madness", che riprende la tradizione epic/prog/melodica di pezzi quali "The Glory of the Empire" e "The 1st Chapter". I 9 minuti di "Ultimate Sacrifice" ci riportano ad un fare piu' ritmato e meno dilatato,ma in linea con l' alta qualita' espressa per l' arco di durata di tutto il disco; che poi getta il cuore oltre l' ostacolo con la toccante "Zero" e adagia i suoi raggi di sole sulle ruffiane ma felici intuizioni di "From Childhood' Hour". I CIRCUS MAXIMUS del 2007 hanno perso in durezza e aggressivita', ma sono cresciuti in personalita', con un occhio sempre piu' vigile alla melodia e uniformandosi in pratica alle ottime proposte messe sul piatto d' argento di recente dall' italiana Frontiers Records, badando sempre oculatamente a non perdere quelle dinamiche progressive che avevano fatto saltare sulla sedia la critica in occasione di "The 1st Chapter". Null' altro da dire, disco che non puo' mancare nella playlist di fine anno e una piacevole conferma che speravo giungesse al piu' presto per poter confermare i CIRCUS MAXIMUS come outsider temibili nella lotta per la conquista di un posto al sole nella scena progressiva mondiale.
MARCO TARDA
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