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DETTAGLI

Track listing

1. The Dreams Without End
2. Flesh Festival
3. City of Ib
4. Monolithany
5. The Primitive Machinery
6. Orbiting a Dead Sun
7. Scorn Empire
8. Monolithany Pt. II
9. The Doom that Came to...
10. Sarnath (City of Ib Pt. II)

Line-up

Rogga Johansson - Vocals, guitars
Dan Swano - Drums,synth
Johan Berglund - Bass

 

 

RECENSIONE

DEMIURG - "Breath of demiurg" (2007)

Genere - Death

Label - Mascot Records

Sito - www.myspace.com/demiurgofficial

 

Voto - 6,5 / 10

Basterebbe la presenza del poliedrico DAN SWANO ad invogliare all' acquisto a scatola chiusa del debutto dei DEMIURG, "Breath of Demiurg". Chi di voi amanti del death di matrice swedish non lo ricorda in act quali EDGE OF SANITY, BLOODBATH o ancora in KATATONIA e NIGHTINGALE, tanto per citare un breve estratto della sterminata lista di progetti a cui il polistrumentista/produttore scandinavo ha preso parte nell' arco della sua carriera. I DEMIURG seguono decisamente la direzione del classicismo del death svedese e diciamo pure una linea di continuita' innaugurata con gli EDGE OF SANITY, gruppo dove militiva lo stesso Dan e ROGGA JOHANSSON, in pratica deus ex-machina del progetto DEMIURG. Suono volutamente crudo e tradizionalista, un po' alla maniera di DISMEMBER e ENTOMBED; assalti monolitici e oscuri ed accennato gusto progressivo; tocco in piu' che viene portato quasi sicuramente dalla grande esperienza di Dan, che nei DEMIURG si occupa discretamente delle parti di batteria e di tastiera, oltre che della produzione. Si alternano quindi pezzi diretti e spacca ossa come "Monolithany Pt. 2", "The Doom that Came" e "The Primitive Machine" ad altri piu' articolati e particolari come "Dreams without End" o "City of Ib", dove è assai evidente la volonta di far coniugare al meglio il taglio grezzo ed apocalittico del muro sonoro, con un tentativo di variegare strutturalmente il susseguirsi delle note. L' intento rimane parzialmente incompiuto, anche perche' in fronte ad un drumming come quello di Dan per nulla virtuoso ma sapientemente bilanciato alla variazione, si staglia il riffing non sempre fantasioso ed ispirato di ROGGA JOHANSSON, che nel caso viene piu apprezzato per il growling selvaggio che non per il suo lavoro alle chitarre, classifficabile come "standard". Per cui nessuna nuova promessa del death o band da incensare di lodi solo per la presenza di gente dall' esperienza straordinaria come DAN SWANO. I DEMIURG possono essere considerati come un' ammirevole tentativo di riportare alla luce sonorita' quasi sepolte nella memoria, cercando pero' di inserire elementi che non facessero puzzare troppo la proposta di vecchio e stantio; per sommi capi "Breath of Demiurg" è un disco accettabile, che secondo me trova il suo maggiore fascino nella produzione rugosa ed abrasiva. Discorso a parte per il songwriting, un po' troppo di circostanza e non sempre accostabile al passato illustre dei contendenti in campo. Ci saranno modi e tempi spero per saltare dalla sedia all' ascolto di un nuovo disco dei DEMIURG, in attesa che cio' avvenga etichettiamo "Breath of Demiurg" con il classico "senza lode e senza infamia".

MARCO TARDA

 

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