DIMENSION ZERO - "He who shall not bleed" - (2007)
Genere - Death / Melodic
Label - Regain / Toy's Factory
Sito - www.dimensionzero.se
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Voto - 7,5 / 10
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Nati ai tempi (era grossomodo il 1996) come costola degli IN FLAMES, i DIMENSION ZERO si proponevano di regalare ai proseliti una taglio piu' violento e velocizzato della band madre, intento che si conferma senza sorprese sul nuovo di zecca "He Who Shall Not Bleed", album resosi reperibile per l' occorrenza nella versione giapponese con tanto di scontata bonus track a seguito. La band ora come alle origini prende le vesti dell ' All-Stars ensemble e ripropone al massimo della loro forma le feroci convinzioni di JESPER STROMBLAD (IN FLAMES) e JOCKE GOTHEBERG (cantante originario degli IN FLAMES), il drumming senza respiro di HANS NILSSON (DIABOLIQUE, LUCIFERION) e la perizia esecutiva di DANIEL ANTONSSON (già nei SOILWORK). Storicamente l' originalità non è mai stata una delle migliori caratteristiche dei DIMENSION ZERO, le cui somiglianze pesanti con IN FLAMES, ma anche con AT THE GATES , hanno fatto un po' da etichetta al combo svedese. Avendo messo in chiaro questo e dopo esseremi adentrato con attenzione e cautela tra le nuove composizioni, leme lemme si è fatto avanti quel senso di coinvolgimento che solo i migliori dischi del melodic/death metal di matrice scandinava hanno saputo sviscerare. Il procedere "catchy" delle composizioni, lo stile compatto ed omogeno, i ritmi per buona parte veloci e trascinanti hanno spinto piu' volte il sottoscritto a premere per l' ennesima volta il tasto "play" dopo aver puntualmente concluso l' ascolto con la rivoltata cover dei BEE GEES "Stayin' Alive", letteralmente brutallizzata dall' indole death dei nostri. Il disco nella sua durata non arriva a 35 minuti, ma questa potenziale pecca quantitativa viene quasi del tutto compensata dall' alto tasso qualitativo dei pezzi. La tilte-track, "Unto Others" e "A Paler Shade of Dark" non cedono il passo a decellerazioni o afflosciamenti; il drummer HANS NILSSON si diletta a bacchettare il suo strumento al meglio delle possibilità e senza freni inibitori. Il resto lo fanno i licks melodici della coppia STROMBLAD/ANTONSSON ed il growl piu' che mai convincente di JOCKE GOTHBERG. Da ascoltare tutte d' un fiato "Hell is Within", "Read Dead Heart", "Going is" e "The Was", tutte tirate al limite; concise, tese e miranti al sodo senza perdersi in fronzoli. E pure la dove sembra regnare un' apparente calma, come nell' apice sinfonicheggiante di "I Can Hear the Dark", non mancano le improvvise accelerazioni degne della fama dei DIMENSION ZERO. Rievocando le lacune di personalità, l' influenza piu' evidente degli IN FLAMES sguscia fuori nei richiami acustici e nelle strutture dinamiche di "Way to Shine". Ma in definitiva il risultato finale non è affatto disprezzabile, anzi; una produzione veramente all' altezza da il tocco finale al piacevole oltranzismo di "He Who Shall Not Bleed", eipisodio che non segna alcuna svolta sonora rispetto al passato dei DIMENSION ZERO, ma che per il suo fare sparato e accattivante non troverà particolari ostacoli ad aprire un varco nei cuori degli amanti del death scandinavo e a suscitare inevitabili batticuori in sede live, in proiezione futura davvero ambientazione ideale per una resa ottimale delle cannonata sparate dai DIMENSION ZERO.
MARCO TARDA
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