HEAVENS GATE - "Livin' in Hysteria" (1991)
Genere - Power
Label - No Remorse / Steamhammer
Sito - N. D.
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Voto - 9 / 10
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Capita spesso che gruppi di apprezzabile valore non ricevano i giusti e dovuti riconoscimenti. Qualcosa del genere è successo agli ormai quasi dimenticati Heavens gate, band tedesca, mai abbastanza apprezzata per quanto avrebbe meritato. Ed in effetti, dato che i vari membri con la musica non guadagnavano abbastanza per viverci (ad eccezione del chitarrista Sascha Paeth, divenuto in seguito noto ed affermato produttore) finirono inevitabilmente per sciogliersi, dopo aver fatto in tempo però a pubblicare una serie di gioiellini. "Livin' in Hysteria" ci presenta appunto Paeth e compagni nella loro epoca d'oro, dediti ad un power/speed metal veloce e diretto, che nulla ha da invidiare agli album ritenuti capolavori del genere. Anzi, possiamo dire che gli Heavens Gate hanno dato un contributo notevole alla sua formazione, influendo pesantemente sulle miriadi di bands che sbucheranno fuori alcuni anni dopo, in seguito all'esplosione del power in Europa. Dicevamo come per lo più la band preferisca muoversi su sonorità power/speed, dalle quali si discosta solo occasionalmente, come nella strumentale “Fredless”, dove si ritrova anche qualche elemento progressivo; in “Can't stop rockin'”, orientata verso un heavy più classico; o in “Best days of my life”, ballata dalle splendide melodie, con un'interpretazione da brividi da parte di Rettke. Questi, del resto, dà prova su tutto l'album di essere un cantante a dir poco straordinario (e purtroppo, anche in questo caso, non valorizzato a dovere), con una voce molto alta, ma capace di cantare in maniera molto aggressiva, un po' una via di mezzo tra Hansi Kursch e Ralf Scheepers. Un ottimo disco di autentico power, suonato con perizia e passione.
ELIO FERRARA
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