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DETTAGLI

Track listing

1. Nightfrost
2. Feareaper
3. Frozen Inside
4. Icon of Ice
5. Color of My Sky
6. Constant
7. Idlestate
8. Heart of Cold
9. Winter of My Discontent
10. Black Water
11. Winterreich

Line-up

E. Särkioja: Guitar
Pete Loisa: Guitar
A. Särkioja: Vocals, Bass
Jukka-Pekka Koivisto: Drums

 

 

 

RECENSIONE

IMMORTAL SOULS - "Wintereich" - (2007)

Genere - Death / Melodic

Label - Dark Balance

Sito - www.immortalsouls.com

 

Voto - 7,5 / 10

Quale miglior biglietto da visita si poteva presentare se non quello della propria terra natia, la Finlandia, il cui potenziale immaginifico viene espletato nel cover-artwork di "Wintereich", nuova fatica discografica del gruppo dei fratelli AKI ( voce/basso) ed ESA SARKIOJA (chitarra), che giunge a ben 4 anni di distanza dal precedente buon "Ice Upon the Night". Le origini del gruppo finnico devono essere fatte risalire al lontano 1991, eppure non molto sembra essere cambiato da allora, specie se affrontiamo l' argomento line-up. L' unico cambio è avvenuto nel 2004 con l' avvicendamento dietro le pelli tra JUPE HAKOLA ed il novello JUKKA-PEKKA KOIVISTO. Lo stile pure sembra non aver subito particolari scossoni da 4 anni a questa parte; la formula interessante fatta di death metal melodicamente condito alla maniera di formazioni quali IN FLAMES, DARK TRANQUILLITY, CHILDREN OF BODOM e WINTERSUN rimane pressoche' immutata. E se felici mi erano parse le soluzioni adottate per "Ice Upon the Night", ovviamanete non posso che apprezzare la prova offerta dagli IMMORTAL SOULS sul nuovo album, che idealmente vede ricreare "Il Regno dell' Inverno" suddiviso in 4 capitoli: "The Awakening" (1-3), "Reflections of Doom" (4-6), "Shadows of the Valley of Death" (7-8) e "The Passage" (9-11). Il buon flusso creativo del gruppo si esplica sin da subito con "Nightfrost", legame evidente tra le accelerazioni dei disciolti AT THE GATES e la verve melodica dei CHILDREN OF BODOM; in tal senso il grosso del lavoro è svolto dal chitarrista ESA SARKIOJA, sempre pronto a smorzare le agghiaccianti atmosfere sottolienate dai growls del fratello Aki. Si va avanti con pezzi che non superano quasi mai i 4 minuti di durata; "Frozen Inside", "Icon fo Ice" e " Fear reaper" denotano un piglio autoritario e al tempo stesso variegato, diretto e spoglio di abbellimenti; tra l' altro noterete che non vi è ombra di tastiere, campionamenti o sperimentaizoni varie, soluzioni che molti gruppi di questi tempi stanno cercando di adottare per trovare vie di fuga alternative alla propria proposta ( vedi i cugini MORS PRINCIPIUM EST). Questo testimonia un' altra volta l' attaccamento degli IMMORTA SOULS alla old-school dello swedish death metal, intransigente ma sempre attento all' orecchiabilita'. In "Constant" e "Winter of My Discontent" giocano a fare gli IN FLAMES, in "Black Water" il tiro assassino delle vocals si sposa con tonalita' pulite, in un pezzo che alterna momenti ariosi, giri melodici da metal classico e potenza, quella state sicuri non manca mai. La conclusiva title-track riprende il dualismo vocale citato e lo rimpasta in un contesto dal sapore fortemente epicheggiante, ultima scossa di questo altro bel disco partorito dagli IMMORTAL SOULS, che magari saranno lontani dall' aver reinventato il genere, ma che in definitiva possono lasciarsi apprezzare dal pubblico che segue con attenzione e passione le vicende del death metal melodico. Come si potrebbe affermare in un ipotetico slogan pubblicitario...... melodia svedese sposa i freddi ed algidi scenari finlandesi, connubio che alle mie orecchie non si presta a stonature.

MARCO TARDA

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