MEKONG DELTA - "Lurkin Fear" (2007)
Genere - Thrash
Label - AFM Records
Sito - www.mekongdelta.eu
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Voto - 8 / 10
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Discutere di un nuovo album dei MEKONG DELTA potrebbe risultare un' impresa ardua; per molti versi gruppo fuori dagli schemi tradizionali ed in passato capace di andare controcorrente ed anticipare i tempi con un technical-thrash che sin dagli esordi si poneva anni luce avanti rispetto agli stilemi tradizionali proposti all' epoca da TESTAMENT, MEGADETH, METALLICA, EXODUS e via discorrendo. Per capire in linea di massima l' operato del gruppo tedesco bisogna citare per forza gruppi legendari quali WATCHTOWER e VOIVOD, veri mattatori delle sperimentazioni e della follia fatta thrash. I MEKONG DELTA non avranno avuto la stessa considerazione dei gruppi sopra citati, ma dischi come "Mekong Delta" (1987), "The Music of Eric Zann" (1988) e "Dances of Death" (1990) sono reliquie storiche che elevano la fama del gruppo teutonico a vera band di culto del genere, almeno in ambito europeo; nei cui dintorni in passato si sono pure aggirati personaggi come PEAVY WAGNER (RAGE) e JORG MICHAEL (STRATOVARIUS, RUNNING WILD, GRAVE DIGGER). Oggi le redini del gioco sono ancora in mano al leader/bassista RALPH HUBERT, il quale chiamando a se l' ottimo cantante LEO SZPIGIEL (ex-SCANNER) ed il virtuoso svedese PETER SJOBERG (THEORY IN PRACTICE), riesce a dare continuita' a quel discorso visionario, rivoluzionario ed ambizioso messo in piedi oltre 20 anni fa', senza dimenticare che nella partita troviamo pure un batterista di grandissima esperienza e talento come ULI KUSCH (HELLOWEEN, MASTERPLAN, RIDE THE SKY). I presupposti per sbalordire ci sono tutti, sommati alla curiosita' di vedere come i nuovi meccanismi sarebbero stati oliati dopo lo split avvenuto nel 1994. Bene, un universo parallelo vi si aprira' davanti una volta assaggiate le prime note di "Society in Dissolution", un microcosmo fatto di intricatezze, velocita', psicolabilita'; un flusso che si canalizza nelle linee vocali liscie, ma magnifiche di LEO SZPIGIEL, sovrapposte a sferzate anti-convenzionali e a oblique formule chitarristiche costruite dallo spietato e certosino lavoro di un PETER SJOBERG, per lì occasione in vena fortemente progressiva. Il disco è assai omogeno e le distanze stilistiche poste tra i vari pezzi sono minime, forse incomprensibili ed impercettibili all' orecchio del neofita, che sicuramente trovera' i MEKONG DELTA di difficile assimilazione. Pure la produzione, seppur a primo acchito strana e sintetica, specie per le parti di batteria; va inquadrata nell' intento quasi geniale e sovvertitore di seguire il disegno "futurista" di questo "Lurking Fear", con i suoi apici che arrivano con le multiformi parvenze di "Defenders of the Faith", tra miscugli thrasheggianti, indovinate intrusioni acustiche e melodie sempre ricercatissime e lontane dall' essere considerate banali. Il tocco in piu' al disco viene dato da alcuni episodi neoclassicheggianti: "Allegro Furioso" e "Moderato", ripresi da "Five Fragments for Group & Orchestra"; e "Allegro", rilettura della "Sinfonia N. 10" di DIMITRI SCHOSTALKOWITSCH, tutti momenti dove classicismo e futurismo si uniscono a forgiare una massa metallica impazzita portatrice del Dna sperimentatore dei MEKONG DELTA. Il condimento finale arriva con la prestazione impeccabile di ogni componente del gruppo, particolare menzione per ULI KUSCH, sorprendentemente assai piu' dinamico rispetto alle piu' recenti prove ordinarie con MASTERPLAN e RIDE THE SKY. Attenzione pero ! Questo è un album che si presta facilmente a molte interpretazioni; i MEKONG DELTA sono un gruppo che osa, e come tale non potra' essere ovviamente apprezzato a pieno da tutti i "traditional thrashers"; occhio invece a voi che cercate nel metal quell' ingrediente di follia che non è facile riscontrare nelle odierne e passate band thrash metal. I palati fini sono avvisati, i MEKONG DELTA fanno proprio al caso vostro.
MARCO TARDA
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