MITHRAS - "Behind the shadows lie madness" (2007)
Genere - Death
Label - Candlelight Records
Sito - www.mithras.org.uk
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Voto - 7 / 10
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Con "Behind the Shadows Lie Madness", gli inglesi MITHRAS raggiungono il traguardo del terzo album e soprattutto bagnano il loro esordio per Candlelight Records, label ultimamente molto vivace a capace di accaparrarsi le prestazioni, tra gli altri, degli storici OBITUARY. Teoricamente il duo COSS/MACEY puo' ora pensare in grande e far si' che le le loro teorie "sperimentali" possano giungere in maniera piu adeguata ad una piu' folta schiera di adepti. L' ascolto del nuovo album denota prima di tutto un suono di livello superiore rispetto ai precedenti e ottimi "Forever Advancing... Legions" (2002) e "Worlds Beyond the Veil" (2003) (..e solo Dio sa' quanto quei dischi avrebbero potuto spiccare il volo con un suono adeguato..). I volumi finalmente sono ottimali, la voce di RAYNER COSS non sembra piu' persa nel poderoso muro sonoro dei nostri ed il peso delle chitarre è distribuito in maniera bilanciata. Ma dopo ben 4 anni di silenzio credo che i MITHRAS abbiano smesso di procedere avanti e di seguire un cammino volto ad un continuo rimodellamento stilistico. Cio' era avvenuto nel passaggio dal primo al secondo disco, con un evidente enfatizzarsi della componente ambient ed atmosferica del combo inglese. Oggi i MITHRAS si limitano a confezionare il classico disco del compromesso, tendente ad allineare le loro radici brutal/death a contorni sintetici , che sull' ultimo "Worlds Beyond the Veil" probabilmente si erano spinti oltre. Il disco, per carita', e' piacevole; e assai difficilmente non riscontrerete le qualita' che sino ad ora avevate apprezzato dei MITHRAS. Veloci e furenti in "To Fall from the Heavens", con l' ottima trovata dello scambio tra growls e clean vocals; variegatamente dissonanti in "Under the Three Spheres", con il riconoscibile gran lavoro alla chitarra di LEON MACEY, ligio nelle ritmiche al classico tocco da macellaio "floridiano" e sperimentatore assiduo nel vortice di scale costruito nei solos, tratto ormai riconoscibile dei MITHRAS. Come riconoscibili sono i ricami strumentali di "The Journey and the Forsaken", "When the Light Fades Away", "The Beacon Beckons" e "Into the Unknown", trademarks ambient che sono insiti sin dagli esordi nello stile dei MITHRAS; da questo punto di vista certamente personali; un po' meno quando si tratta di citare i maestri del genere (qualcuno ha detto MORBID ANGEL ?) nelle poderose cavalcate elettriche che riempiono il disco. Buone davvero le prove offerte su "The Twisted Tower" e "Behind the Shadows", anche se parenti non proprio lontane del death metal gia' sentito in tempi non sospetti nelle lande americane. In generale questo nuovo disco dei MITHRAS non sminuisce troppo la buona idea che mi ero fatto di loro; ma l' impressione generale è quella di una band che non è molto distante dall' aver esaurito le frecce al proprio arco; come detto in precedenza, chi gia' conosce il gruppo, trovera' lieta novella nello scoprire i propri beniamini investiti di una produzione finalmente all' altezza; quelli che invece ancora non conoscono il gruppo inglese, troveranno cosa gradita nell' ascoltare "Behind the Shadows of Madness", specie se si è avvezzi al death metal a 360°, tendenzialmente diviso equamente tra incursioni "old school", e pennellate melodiche assai particolari, mostranti in alcuni frangenti un buon lato atmosferico ed etereo. Il disco dura 45 minuti scarsi, e cio' facilitera' l' approcio; che risultera' piu' facile se consideriamo i quasi 68 minuti del precedente "Worlds Behind The Veil"... i tempi sono cambiati, meno voglia di osare o forse timore per il primo approcio con una casa discografica di livello superiore. Ad ogni modo i MITHRAS sono giovani e strada d' innanzi a loro ne hanno parecchia, in questo caso un disco di rodaggio rientra nell' ordine naturale delle cose. Si da il caso pero' che dai MITHRAS mi aspetto grandi cose in futuro, il potenziale tecnico compositivo estratto dalle ultime prove non mente; manca solo la scintilla ... i NILE attendono dei degni compagni per portare il death metal nel futuro.
MARCO TARDA
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