OBITUARY - "Xecutioner's return" (2007)
Genere - Death
Label - Candlelight Records
Sito - www.obituary.cc
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Voto - 7 / 10
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Tanto di cappello agli OBITUARY, una band in pratica risorta dalle proprie ceneri giusto 2 anni fa con "Frozen in Time" e ritornata in pista piuttosto in fretta con il novello "Xecutioner's Return". Personalmente non sono mai stato un estimatore convinto della band dei fratelli Tardy, autori di prove senza dubbio memorabili per il death metal ( vedasi "Slowly we Rot" e "Cause of Death") ma anche di altre titubanti e noiose. Eppure credo che neanche stavolta gli OBITUARY deluderanno le attese dei fans, fermo restando che i tempi migliori sono passati. Tenendo a mente questo semplice concetto, "Xecutioner's Return" potra' risultare gradito, anche se alla base della nuova fatica discografica ci sono dei cambiamenti non indifferenti rispetto al recente passato. Primo: entrata in formazione del fenomenale guitar wizard RALPH SANTOLLA, che recentemente abbiamo visto fare la fortuna dei DEICIDE nell' ottimo "The Stench of Redemption", a discapito del disgraziato ALLEN WEST, alle prese con l' ennesimo guaio giudiziario che lo porta attulamente a soggiornare in qualche confortevole e sperduta prigione floridiana. Secondo: cambio di etichetta con il passaggio dalla storica Roadrunner Records alla Candlelight e terzo, ma non meno importante, la decisone di sobbarcarsi per intero la produzione del disco, togliendo nei fatti dai piedi eventuali "tutor" che potessero dire la loro. Gli OBITUARY oggi camminano con le proprie gambe, forti di uno studio di registrazione proprio, memori degli errori del passato e con sulle spalle un passato glorioso da rinverdire ogni volta. Forse su "Xecutioner's Return" non sempre ci riescono, anzi sicuramente; ma non possiamo certo dubitare che il taglio assassino del combo americano è rimasto intatto in pezzi compatti e maciullanti come "Lasting Presence" e "Lies"; come si fa poi a non notare l' irruenza e la tecnica delle linee soliste ricamate da RALPH SANTOLLA, credo elemento di novita' piu' rilevante degli OBITUARY del 2007, che mai avevano avuto una sezione solista cosi' classicheggiante. Il buon ALLEN WEST portava piu' corrosivita' al sound dei nostri, anche se il tasso groovy del disco recupera nella produzione meno limata rispetto a "Frozen in Time", pecca che volendo si potrebbe trasformare in pregio se squadriamo attentamente l' essenza pura ed intrinseca degli OBITUARY, che con la pulizia sonora hanno avuto sempre poco a che fare; privilegiando sempre l' ingrediente piu' selvaggio e lineare del death metal. Una lode va all' attempato singer JOHN TARDY, il cui cantato sembra non volerne proprio sapere di cedere il passo al peso degli anni. Impressioni conclusive ? Convincenti si', ma non troppo.... Noiosi, ripetitivi ed autocelebrativi, puo' darsi; ma coerenti al proprio macabro rito e fedeli nei confronti di quei kids che non avevano mai perso la speranza di vederli rinsavire dopo "Back from the Dead"; insomma, quasti sono gli OBITUARY, prendere o lasciare.
MARCO TARDA
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