PANZERCHRIST - "Bello - Room Service & Soul Collector+bonus" (2007)
Genere - Death
Label - Mighty Music
Sito Web - www.panzerchrist.com
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Voto - 8,5 / 10
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Dal mio punto di vista, i danesi PANZERCHRIST sono un gruppo ampiamente sottovalutato in ambito death metal, la classica band che per motivi a me sconosciuti non arriva a toccare un livello di interesse tale da essere annoverata tra le prime file del genere. Facendo un passo indietro, l' ensemble danese ad inizio carriera non si era distinto per prove di un certo rilievo: i primi 2 album "Six Seconds Kill" (1996) e "Outpost Fort Europa" (1999) erano decisamente privi di quel pepe necessario a distinguerli dalla massa. Ma la svolta avviene all' indomani dell' entrata in formazione del cantante BO SUMMER e dell' incredibile batterista RENO HILLIGSO KILLERICH, nome che figura nel guinness dei primati per record di velocita' per singolo colpo (800 circa al minuto) e che ha coperto il ruolo di drummer in gruppi quali DIMMU BORGIR e HATE ETERNAL. L' opera presentata qui', "Bello", racchiude senza timore di smentita il meglio della produzione dei PANZERCHRIST, ovvero l' album "Soul Collector" (2000) e "Room Service" (2003) con l' aggiunta di 2 bonus-track. L' occasione è piu' che ghiotta per ogni death metallers che si rispetti per procurarsi questo gioello di violenza, brutalita' e devastazione pura, una sorta di trattato di "War Death Metal" annichilente, suonato alla grande e a tratti su velocita' disumane; e in ultima istanza, dotato di una certa varieta' strutturale che evita al death metal assassino dei nostri di scivolare nella noia. Ce ne sarebbero pezzi da citare, partendo dalla porzione del disco dedicata all' apice compositivo del combo danese; quel "Room Service" che copre le prime 10 canzoni in scaletta. Suoni di campane, spari in lontananza e atmosfere maligne che poco ci fanno prevedere sul massacro sonoro che si manifestera' di li' a poco: 2 minuti di battiti devastanti e growls brutali affidati a "Tomorrow", che di seguito lasciano il posto ai passi serrati di "Creature", dove fa capolino l' aggiunta di parti scream in stile black ed un uso minimo di synth. In "Suicide" il signor RENO HILLIGSO KILLERICH, forse sarebbe piu' consono chiamarlo automa, porta i PANZERCHRIST su velocita' che prima erano solo immaginabili, il tutto corredato da un ispiratissimo lavoro ritmico di RASMUS HENRIKSEN e dagli indiavolati guitar solos affidati alle mani di FREDERIK O' CARROL . Non passa inosservata la cover autointitolata dei METAL CHURCH, ovviamente brutalizzata e violentata per essere inserita adeguatamente nel consteso infernale del disco. L' ironia non manca ai PANZERCHRIST nel prologo della tilte-track: immaginate il classico suono del bussare alla porta e la "vocina" di BO SUMMER che vi risponde "...servizio in camera" e poi spara una raffica di colpi; colpi che senza pieta' vengono impartiti nel minuto scarso di ultra-accelerazioni della canzone che spazzano via ogni cosa. Passando ai pezzi di "Soul Collector" (da 11 a 18), per dovere di cronaca bisogna ricordare che in principio la tracklist figurava in lingua tedesca, mentre su "Bello" è tradotta; ma senza intaccare la resa belligerante della lingua germanica, che rimane intatta cosi' come concepita in principio. I pezzi che saltano subito in evidenza sono "Victorious Life", "Y2 War", dove dei dialoghi in idioma teutonico ci fanno quasi rivivere la parte piu' lugubre e asseragliata della Seconda Guerra Mondiale, un pezzo dal tiro assolutamente maciullante; il panzer corre senza freni e percuote le mie orecchie senza lasciare via di scampo. Non da meno "Panzerkiller", "Panzinfantry" dall' attacco slayeriano, e "Black is our Panzer"; un susseguirsi di mitragliate incrociate tra i blast beats di una batteria in stile metronomo e riff taglienti e minacciosi. Credo che non basterebe un' altra recensione per eplicare l' arte marziale dei restanti pezzi, allora rimane da spendere qualche parola sulle 2 bonus presenti; "Jerusalem", dove le velocita' per un attimo si attenuano, per recuperare il terreno perduto con "Before Life", che altro non è che una versione alternativa e rough-mix della gia' citata "Room Service". E con questo è tutto, siete avvisati .... una volta in possesso di questo corposo cd, difficilmente potrete sfuggire al fuoco incrociato messo in piedi da quella macchina da guerra chiamata PANZERCHRIST.
MARCO TARDA
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