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Voto - 6,5 / 10
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E con "Save My Soul" fanno 6 dischi, mattoni che indubbiamente sorreggono una buona esperienza, piu' che quindicennale per i progster tedeschi POVERTY' S NO CRIME , considerando anche i 2 demo primordiali "My Favourite Delusion" (1993) e "Perfect Wings" (1994), primi parti di un' attivita' scattata nel lontano 1991 con quasi tutti gli stessi attori presenti in questo nuovo album, eccezzion fatta per il tastierista JORG SPRINGUB ed il bassista HEIKO SPAARMAN, subentrati in seguito. Il gruppo teutonico negli anni si è guadagnato una discreta rispettabilita' nello scenario progressivo melodico, specie se parliamo di quello tedesco ( al di fuori del quale dubito possano avere riscontri di rilievo); pronto a sostenere i nostri negli elogi della critica di settore e a credere nelle loro potenzialita' parlando di label teutoniche prestigiose; prima la gloriosa Noise Records e negli ultimi tempi l' Inside Out, in pratica l' etichetta prog rock/metal piu' importante in Europa. Ma sappiate che questa gabbia dorata non garantisce affatto sulle effettive qualita' compositive dei POVERTY'S NO CRIME, infatti "Save My Soul" è un disco di ordinaria amministrazione, curato sotto ogni punto di vista, in particolar modo per la produzione e gli arrangiamenti; fornito di quel substrato di melodia Aor ("The Key to Creativity") che addolcisce la digestione del disco e condito da tutti quegli elementi che in teoria fanno di questo disco una proposta accattivante. Picchi veramente memorabili non ce ne sono pero' : sembra che il volo stia per spiccare con l' anthemica title-track o che le trame piu' veloci di "End of Sight" stiano per rompere definitivamente l' eccessiva sobrieta' generale dell' disco. Sono speranze che vanno parzialmente in frantumi, perche' oltre alle impeccabili e formalmente perfette costruzioni prog/melodiche che infarciscono l' opera , non sono ravvisabili scossoni emozionali di particolare entita'. Gireranno presunti accostamenti a THRESHOLD o a CIRCUS MAXIMUS; ma dei primi manca il tocco quasi geniale degli arrangiamenti e dei secondi la freschezza delle melodie; la presunta gloria dei POVERTY'S NO CRIME non va oltre i cicli ripetuti e scolastici impartiti dal movimento dalle chitarre di MARCO AHRENS e VOLKER WALSEMANN, e dal non sempre incisivo lavoro del tastierista JORG SPRINGUB, timido e poco avvezzo nell' imprimere una propria orma riconoscibile nello stile dei POVERTY'S NO CRIME, tranne in occasione di qualche passaggio di Hammond estrapolato da "Spellbound" e "In the Wait Loop". Alla fine non posso fare altro che catalogare questo disco come transitorio, non sara' "Save My Soul" la gallina dalle uova d'oro per i POVERTY'S NO CRIME, che seppur con alle spalle una notevole gavetta, rimangono ancora oggi insabbiati nella serie "cadetta" del progressive metal.
MARCO TARDA
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