RIDE THE SKY - "New Protection" (2007)
Genere - Power / Hard
Label - Nuclear Blast
Sito Web - www.ridethesky.eu
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Voto - 6 / 10
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C' era una volta ULI KUSCH, batterista rinomato e songwriter capacissimo, che ebbe il merito insieme al chitarrista ROLAND GRAPOW di risollevare le sorti degli HELLOWEEN in dischi come "The Time of the Oath" e "Better than Raw", e una volta cacciati dal tiranno Weikath, vinsero un' altra partita mettendo in piedi un super-gruppo come i MASTERPLAN. Bene, i RIDE THE SKY sono il nuovo progetto di Uli, dopo la fine burrascosa dell' avventura con i MASTERPLAN, il quale trova per la sua creatura gente dall' esperienza indiscutibile come il vocalist BJORN JANSSON ed il chitarrista BENNY JANSSON, entrambi militanti nei TEARS OF ANGER; senza dimenticare 2 ottimi musicisti come il tastierista KASPAR DAHLQVIST (DYONISUS) ed il bassista MATHIAS GARNAS. Ora se pensate che il risultato positivo di "New Protection" sia scontato, potete cominciare a ricredervi; perche' con mia grossa sorpresa constato che il disco in questione si staglia come semplice riempitivo, un album che fa segnare il primo vero passo falso nel songwriting di ULI KURSCH, sino a questo momento sempre affidabile e di alto livello. Basteranno forse i pregiati arrangiamenti della title-track o forse le melodie ficcanti ma scontate di "A Smile From Heaven's Eye", "Endless" (scopiazzatura degli HELLOWEEN) e "Far Beyond the Stars" a solleticare le mie orecchie ? Credo di no. Si ha la forte sensazione che le 12 composizioni qui' proposte siano state ripescate da writing-session dedicate ad un futuro album dei MASTERPLAN, perche' molte somiglianze ci sono con la proposta dei sui ex-compagni; la matrice power infarcita con una vena hard rock/Aor è piu' o meno simile, come l' uso di orchestrazioni sintetiche che baciano la musica dei RIDE THE SKY, per renderla piu' attuale possibile. Poi le linee vocali affidate all' ottimo BJORN JANSSON, calzerebbero a pennello alla calda ugola di JORN LANDE. Rispetto ai MASTERPLAN, c'e' una lieve inflessione progressiva ed una voglia avvertibile di spezzare il puzzle strutturale; cio' pero' non toglie che il livello generale dei pezzi è piatto, l' ispirazione latita lasciando spazio ad un senso di noia che mi attanaglia con lo scorrere dei pezzi. L' esordio dei RIDE THE SKY è la prova lampante che non sempre l' esperienza degli attori protagonisti puo' dare il colpo di coda necessario ad innalzare il livello di un album, e di pari passo, non sempre dischi ornati di produzioni "de-luxe" ( nel caso specifico affidata alle mani degli stessi Benny,Bjorn e Uli ) riescono a coprire l' assenza di scintille compositive. Spero che in futuro ULI KURSCH recuperi l' ispirazione, e accompagni ancora una volta il suo drumming preciso con dischi davvero degni di nota... per il momento meglio passare avanti, se si vuole trovare un po' di freschezza in piu'. i RIDE THE SKY, a dispetto del nome che portano fieri, volano bassi.
MARCO TARDA
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