SAVATAGE - "Hall of the mountain king" (1987)
Genere - U.S. power
Label - Atlantic
Sito Web - www.savatage.com
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Voto - 8 / 10
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L'album "Fight for the rock" era riuscito a scontentare un po' tutti: fans, critica e persino la band stessa non era soddisfatta del risultato finale. Ecco perché i Savatage avevano le idee ben chiare su come avrebbe dovuto suonare il loro nuovo album: era necessario infatti ritornare alle sonorità heavy ed aggressive che avevano contraddistinto i loro primi lavori. Per ottenere ciò, hanno avuto la fortuna di incontrare l'uomo giusto al momento giusto: nel 1987 hanno infatti l'occasione di conoscere Paul O'Neill, che non solo produce l'album, ma con il quale viene anche instaurato un sodalizio stabile e duraturo, che si protrarrà a lungo nel tempo. "Hall of the mountain king" è dunque l'album della definitiva consacrazione dei Savatage, quello che li ha fatti conoscere al grande pubblico e ha spalancato loro le porte del successo: uno dei loro primi capolavori e ancor oggi uno dei loro album più amati ed apprezzati. “24 hrs. Ago” è l'intro ideale del disco, che mette subito in chiaro come i Savatage siano tornati a fare heavy metal a tutti gli effetti; ad essa seguono le splendide “Beyond the doors of the dark” e “Legions”, prima di arrivare a “Strange wings”, con un riff in chiave hard rock e un ritornello molto catchy. Proseguendo l'ascolto, l'attenzione viene catalizzata dall'orchestrale “Prelude to madness”, con il suo tema direttamente mutuato dalla musica classica e dalla title track, destinata a diventare uno dei maggiori classici nel repertorio della band. “The price you pay” è un brano con una buona melodia e un lavoro di chitarra di Criss Oliva a dir poco entusiasmante. Il chitarrista non è certo da meno neanche nella successiva “White witch”, più vicina all'heavy classico, e nel breve e delicato intermezzo “Last dawn”. Chiude questo splendido album “Devastation”, brano connotato da un riff cadenzato (che ricorda un po' quello della title track) e da una convincente ed aggressiva interpretazione di Jon Oliva. Un disco, dunque, che ci mostra una band in gran forma e in grado di confezionare un prodotto di grande qualità.
ELIO FERRARA
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