SHADOW GALLERY - "Prime cuts" (2007)
Genere - Progressive
Label - Magna Carta
Sito - www.shadowgallery.com
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Voto - S. V.
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A prima vista di questo "Prime Cuts" potrebbero brillare gli occhi, nel vedere il ritorno in pista cosi' relativamente precoce degli SHADOW GALLERY, che come noto se la prendono comoda quando si tratta di tirare fuori un nuovo full-lenght, anche se poi l' attesa viene sempre ripagata con album che ormai sono entrati di diritto nell' olimpo del progressive metal. E invece? "Prime Cuts" non è altro che una raccolta assemblata dall' ex-casa discografica del gruppo americano, ovvero quella Magna Carta ormai pallida copia di quella label che negli anni 90 primeggiava tra le uscite prog rock/metal. L' intento commerciale è lampante, e l' occasione è ghiotta per raccimolare qualche dollaro in piu' ora che gli SHADOW GALLERY sono passati sotto le ali protettrici della prestigiosa Inside Out, per la quale è uscito l' ultimo buono "Room V". "Prime Cuts" invece raccoglie sommariamente pezzi estrapolati dai precedenti 4 album, tra i quali brillano "Mistery" e "Hope for us", prese dal mastodontico "Tyranny" (1998) ; "Don't ever Cry, Just Remember" da "Carved in Stone" (1995); senza dimenticare i primitivi vagiti di "Say Goodbye to the Morning" e "The Final Hour", ripresi dall' omonimo debutto del 1992. Spazio anche per il discreto "The Legacy" con la tilte-track e 2 versioni edit di "The Crusher" e "Colors". Unico "inedito" dell' album è "Rule the World", un pezzo in versione demo ripescato dalle recording-session di "Carved in Stone". Se conoscete appieno la discografia degli SHADOW GALLERY, troverete "Prime Cuts" incompleto e approssimativo, non adatto ad eprimere in toto le note toccanti, i ritagli neoclassici, le sinfonie film-score e il prog di classe degli americani. Assai sommaria l' impalcatura della raccolta che non rende giustizia ai memorabili concept partoriti in "Carved in Stone" e "Tyranny" , che andrebbero vissuti nella loro interezza,invece che sminuzzati come in questa occasione. Credo che alla discografia degli SHADOW GALLERY sarebbe giovato invece un restyling sonoro ad esempio dell' ottimo album di debutto, penalizzato oltremodo da una produzione non all' altezza della situazione. Ma questo la Magna Carta lo sa, sa pure che questa operazione richiederebbe un certo investimento economico, quindi meglio puntare sulla carta spicciola e inutile "Prime Cuts" e uscirsene puliti dando in pasto un solo inedito, di buona fattura per carità, e per giunta demo. Un bel "senza voto" al disco appare scontato... alla la Magna Carta riserviamo un "1" di stima.
MARCO TARDA
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