SLOUGH FEG - "Hardworlder" - (2007)
Genere - Heavy
Label - Cruz Del Sur Music
Sito - www.sloughfeg.com
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Voto - 7,5 / 10
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E' possibile viaggiare nel tempo ? ... se cio' era praticabile nella fantasia con i copioni cinematografici della mitica trilogia di Spielberg "Ritorno al Futuro"; musicalmente parlando trovo negli americani SLOUGH FEG il gruppo capace di far rivivere l' epopea dell' hard & Heavy anni 70/80, sfidando a viso aperto le mode e le accuse di suono polveroso e totalmente fuori dal tempo. Pero' il nuovo album "Harworlder", quasi a prendere in giro ironicamente gli eventuali detrattori, mostra una linea concettuale che sembra voler richiamare scenari futuristici da fiction fantascientifica, sia nell' artwork che nelle etichette di buona parte dei pezzi presenti su disco. A questo proposito "The Return of Dr. Universe" da simpaticamente il benvenuto agli ascoltatori con l' inconfondibile stile degli SLOUGH FEG, fatto di ricami strumentali e patterns che vengono pescati direttamente quasi 30 anni fa nelle nebbiose lande inglesi, quando la stella del metal britannico stava sorgendo di li' a poco per dominare la scena del periodo. Il primo highlight è rappresentato da "Tiger! Tiger!", un sugestivo incontro di sonorita' che vanno da MANILLA ROAD, URIAH HEEP per toccare pure i THIN LIZZY, con una delle melodie migliori del disco, insieme all' ispirato lavoro alle 6 corde di MIKE SCALZI e ANGELO TRINGALI. Piu' raccolta e riflessiva "The Sea Wolf", mentre poi si ritorna a gonfiare le vele con la tilte-track, che si dibatte tra riff cavalcanti ed altri piu' oscuri, di chiara influenza BLACK SABBATH. "Frankfurt-Hahn Airport Blues" è un bell' esempio di heavy rock settantiano suonato in maniera coinvolgente e vibrante. Nella strumentale "Galactic Nomad" intravedo distintamente l' ombra della NWOBHM e soprattutto degli IRON MAIDEN, gruppo che gli SLOUGH FEG non dimenticano mai di citare nei loro anfratti discografici. Il disco risulta assai piacevole da ascoltare, la formula particolare escogitata dal gruppo americano permette di far scivolare i pezzi in maniera rapida, tanto che' viene da subito voglia di premere di nuovo il tasto play alla fine del disco, apparentemente dimenticando che un album del genere potrebbe essere stato benisismo scritto 25 anni fa. Il lato epic degli SLOUGH FEG non viene meno in tracks quali "Karma-Kazee" e "Insomia", gran pezzi che offrono l' ennesima sfaccettatura stilistica dei nostri; che corrono piu' o meno a 360°, tra blues, rock settantiano, sano e puro heavy metal e come detto epic. Non poteva mancare l' omaggio ai MANILLA ROAD nella cover "Street Jammer", senza dimenticare che in "Hardworlder" è presente anche un' altra cover. Trattasi di "Dearg Doom" dei misconosciuti HORSLIPS. Se contasse solo la passione e la dedizione alla musica dei nostri padri, il disco meriterebbe il massimo dei voti; ma onestamente gli SLOUGH FEG non sono un gruppo alla portata di tutti i palati; appunto le orecchie superficiali devono stare alla larga da questo lavoro che deve essere gustato nota per nota, un po' come si degusta il vino invecchiato che piu' passano gli anni e piu' diventa buono. La filosofia di MIKE SCALZI e compagni cozza decisamente con la direzione che l' heavy metal sta prendendo negli ultimi anni, ma non ci sono dubbi che il gruppo quello che fa', lo sa' fare davvero bene e in retrospettiva, gli SLOUGH FEG nei primi anni 80 avrebbero fatto la fortuna di qualsiasi discografico, ed oggi? I tempi sono cambiati, ma credo che valga la pena ascoltare "Hardworlder", ennesimo marchio di qualita' firmato SLOUGH FEG in onore di un metal si' stagionato ma che si sa rimodellare adeguatamente grazie ad una dinamicita' di fondo che non è dote facilmente riscontrabile nei gruppi metal d' oggigiorno.
MARCO TARDA
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