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DETTAGLI

Track listing

1. Forever the Voices
2. The Singer
3. The Spirit
4. Galactic Backward Movements
5. Manipulation in Time
6. Resolution
7. April in the Fall
8. Subliminal Delusions
9. Bending the Violet
10. The Piano Plays At Last
11. Alterations of the Ivory
12. Blood and Passion

Line-up

Gregg Rossetti - Guitars, orchestration, MIDI programming, saxophones, tenor viola da gamba, Chapman Stick
Rich Skibinsky - Guitars, orchestration, MIDI programming, keyboards
Clay Barton - Lead and backing vocals
Sam Paulicelli - Drums
Noah Martin - Bass

 

 

 

 

 

RECENSIONE

SUSPYRE - "A great divide" (2007)

Genere - Prog / Power / Symphonyc

Label - Nightmare Records

Sito Web - www.suspyre.com

Voto - 8 / 10

Il New Jersey ci consegna uno dei gruppi rivelazione di questo 2007, i SUSPYRE, e vedo quasi come un segno del destino il fatto che i SYMPHONY X provengano dalle stesse lande, perche' pare che i SUSPYRE siano intenzionati a coglierne l' eredita' senza pero' piegarsi completamente agli insegnamenti di MICHAEL ROMEO e compagni, ma anzi aggiungendo elementi che scopriremo nell' arco della recensione di "A Great Divide", secondo lascito discografico dopo "The Silvery Image", distribuito indipendentemente nel 2005. Ora, con un contratto in mano in piena regola con la Nigthmare Records, il gruppo statunitense puo' potenzialmente far conoscere le proprie capacita' su vasta scala. "The Great Divide" è un album imponente, un concept che si dirama in 2 tronconi: "Opus II: The Alignment of Galaxies" (traccia 1-6) e "Opus III: The Origin of a Curse" (traccia 7-12); un' avventura ricamata su parti sinfoniche, intarsi jazzati, accelerazioni power, strutture progressive, e virtuosismi a non finire, sparatici in buona parte dai 2 poli-strumentisti GREGG ROSSETTI, principale compositore delle musiche, e RICH SIBINSKI. L' ambizioso progetto dei SUSPYRE si apre con l' intro "Forever the Voices", assemblato di voci in cori richiamante le classiche introduzioni degli ANGRA; giusto un antipasto che anticipa i 9 minuti di "The Singer", prima pietra miliare scolpita a suon di sfuriate speed/sinfoniche in segno di formale tributo ai SYMPHONY X di "The Divine Wings of Tragedy" e "V: The New Mythology Suite". Il tocco in piu', o se vogliamo, la firma personale viene messa da ottimi stacchi jazzati rirproposti da un piano sintetico assai devoto alle sofisticate architetture di MILES DAVIS. Dopo tanto sfoggio di tecnica e magniloquenza; si respira un attimo con "The Spirit"; tuffo in un turbinio di note rilassanti dipinte da passaggi acustici, cori angelici e non ultimo il sassofono del tutto-fare GREGG ROSSETTI. Un altro cambio di set arriva con la strumentale "Galactic Backward Movements", un saggio di bravura e lungimiranza compositiva che inizia in pompa magna facendo rinsavire lo spirito di un certo IGOR STRAVINSKY tanto per citare una delle lampanti influenze classiche del gruppo americano. Prendono piede poi partiture prog/sinfoniche, tappeto rosso aperto appositamente per le tuonanti chitarre neoclassicheggianti del duo ROSSETTI/SKIBINSKY. In "Resolution" rifanno capolino affascinanti voci a cappella e delicati arpeggi acustici che danno il via a "April in Fall", paradosso testuale che si traduce musicalmente in aritmie riconoscenti a DREAM THEATER, ANDROMEDA, MECHANICAL POET e sempre SYMPHONY X, primo e indiscutibile nume tutelare dei SUSPYRE. Le velocita' aumentano con "Subliminal Delusions", graffiante nei riff e raffinata negli arrangiamenti orchestrali, che per tutto il disco si mostrano come artefatti tecnologici, eccetto la viola da gamba, suonata neanche a dirlo da GREGG ROSSETTI. Non posso non citare "Alterations of the Ivory", toccata ancora dal levigato tocco del sassofono e primeggiante su atmosfere arcane e drammatiche, calibrate tra fratture ritmiche, e assalti power sottolineati egregiamente du un singer capace ed espressivo come CLAY BARTON. L' ultimo colpo dei SUSPYRE viene sferrato con l' incisiva "Blood and Passion", anche questa lanciata su ritmi sostenuti e graffianti, limati in superficie dal sempre refrigerante uso delle orchestrazioni. La conclusione dell' analisi appare scontata... i SUSPYRE faranno breccia tra gli amanti del prog/neoclassico e virtuoso, non timorosi di abbattere barriere stilistiche con inframezzi che spaziano a 360° dal power al jazz, e avvezzi a curare professionalmente la loro musica da ogni prospettiva. Al diavolo le eventuali critiche di eccessivo manierismo; il ciclone SUSPYRE spazzera' via pure quelle.

MARCO TARDA

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N. D.

 

                                 

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