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Voto - 7 / 10
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Anteprima italiana assoluta del nuovo album dei brasiliani VIPER, uscito a Giugno esclusivamente per il mercato brasiliano, e che trovera' sbocchi europeri e giapponesi intorno alla fine dell' anno, sempre che i negoziati con le case discografiche vadano in porto. Nel frattempo ero parecchio stuzzicato di tastare il polso ad una band che mancava dall' appuntamento discografico da ben 12 anni, e che per dirla tutta, aveva lasciato un pessimo ricordo con quel "Coma Rage" piu' tendente al punk che non al classico heavy metal che aveva caratterizzato gli apici della band carioca. A tal proposito non si possono non citare "Soldiers of Sunrise" (1987) e "Theatre of Fate" (1989); album che fomentarono un certo interesse al periodo in ambito locale e non solo; anche perche' ai tempi dietro al microfono militava un certo ANDRE' MATOS, passato di li' a poco a glorie ben maggiori con gli ANGRA. E' ovvio che poi il successo di Andrè fece da traino alla promozione dei VIPER, pionieri del metal brasiliano per una data di nascita che va fatta risalire al 1985 e a tutti gli effetti gruppo di culto. "All My Life" è li per dire che i VIPER sono tornati a suonare heavy metal a tutti gli effetti, dando un colpo di spugna a quanto accaduto con i precedenti dischi. L' omonima opener è un esempio lampante dell' energia ritrovata, un vivace episodio che porta alla mente gli ANGRA in versione heavy e priva di adornamenti sinfonici o progressivi. Piacevole sorpresa la voce di RICARDO BOCCI, su cui pesante aleggia pero' l' influenza di ANDRE' MATOS. I 12 pezzi presenti sul disco seguono una formula che trova i suoi ingredienti principali nei tessuti maideniani di "Miles Away", nei leggiadri passaggi acustici e nelle grandi melodie di "Not that Easy" o ancora negli immancabili richiami agli HELLOWEEN di "Miracle". Discorso a parte per "Love is All", pezzo double-face diviso da in una prima parte intima ed una seconda dai connotati speed; frangente dove ritroviamo il figliol prodigo ANDRE MATOS in qualita' di special guest duettare splendidamente con RICARDO BOCCI; uno dei migliori momenti in assoluto dell' album. Altra rimpatriata nella suadente "Violet", dove l' occasione è propizia per l' ex-chitarrista del gruppo YVES PASSARELL per offrire il suo contributo con un assolo. Il limite generale del disco potrebbe risiedere nei numerosi tratti "derivativi" offerti dalle strutture dei pezzi e dal guitar working classicheggiante ma pur sempre ad effetto della coppia MACHADO/SANTOS. Ma questa è stata sempre una caratteristica dei VIPER, una peculiarita' che comunque ha messo sempre piu' in luce la passione e la dedizione al credo metallico che non la personalita'. Passiamo oltre e tiriamo un sospiro di sollievo, i VIPER sono tornati e lo hano fatto con un disco che rinnova il connubio tra melodia e verbo heavy metal, riprendendo una strada che qualche anno fa sembrava smarrita per sempre... per il momento un "bentornati" è d' obbligo, li attende ora un' eventuale conferma futura, per capire se "All My Life" puo' dare il via ad una seconda vita del gruppo o se semplicemente ha alimentato un fuoco di paglia.
MARCO TARDA
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