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DETTAGLI

Track listing

1 Def.Con.One
2 Paint of red
3 The maudit treasure
4 Tell me why/Devil was right

Line-up

Massimo Frasca – vocals, guitar & bass
Andrea Costa – keyboards
Reo – drums

 

 

 

RECENSIONE

WISHMASTER - "Master of time" DEMO - (2006)

Genere - Power / Thrash

Label - autoprodotto

Sito - http://wishmasters.altervista.org

 

Voto - 7 / 10

I Wishmaster sono un'interessante gruppo del panorama underground italiano. Attivi dal 2003, con “Master of time” giungono al loro terzo lavoro, dopo il singolo “Among the fog” del 2003 e il demo “One step to hell” del 2004. Fin dai primi ascolti, superato l'impatto immediato che porterebbe facilmente a qualificarli come una sorta di Children of Bodom nostrani, si possono invece riconoscere delle rilevanti peculiarità. Un elemento caratterizzante dell'impianto sonoro costruito dai Wishmaster è di certo costituito dalla massiccia presenza delle tastiere, elemento portante del loro sound e del loro stile. Il timbro prescelto da Andrea Costa è pure alquanto particolare: potrebbe far pensare vagamente a bands come Dark Tranquillity, Cradle of filth o Edenbridge, ma con un suono decisamente più anni '80. Il disco si apre con "Def.Con.One", un brano dalle forti tinte thrash: del resto, la band presenta delle sonorità influenzate da bands come Overkill, Annihilator, Sepultura, nonché da formazioni di thrash tedesco, quali Kreator e specialmente Sodom. Il lato più power della band emerge con decisione nel secondo brano, con melodie più accentuate ed un ruolo preponderante delle tastiere (senza, tuttavia, perdere la loro componente thrash), così come nel successivo “The maudit treasure”. L'ultima traccia comprende in realtà 2 brani distinti: “Tell me why”, struggente lento, le cui liriche evocano la memoria di Giuseppe Frasca, fratello del cantante/chitarrista Massimo, al quale è dedicato tutto il lavoro; per finire con “Devil was right” che, invece, riporta il tiro su territori decisamente più thrash, con delle ritmiche veloci e travolgenti. Nel complesso, dall'ascolto di “Master of time” si intuisce di trovarsi di fronte ad una band matura, con le idee molto chiare e che sa quello che vuole. Ciò non toglie come possano ravvisarsi comunque delle aree di miglioramento. In particolare, le due componenti stilistiche del gruppo, quella power e quella thrash, non sempre appaiono amalgamate alla perfezione, dando l'impressione spesso di essere due entità distinte, a sé stanti, quasi ci si trovasse di fronte ad una band dalla doppia anima. Probabilmente tale aspetto potrebbe essere migliorato semplicemente con una produzione più adeguata che qui, comunque, almeno a livello di suoni, riesce a garantire risultati ottimali (anche se, a nostro avviso, la batteria andrebbe meglio valorizzata, dato che appare spesso troppo coperta da bassi e tastiere: circostanza, questa, tanto più evidente quanto più si provi ad alzare il volume), ma che forse difetta di quel pizzico d'esperienza che a volte può far la differenza. In conclusione, in “Master of time” non mancano idee, spunti e buoni pezzi, con un sound che guarda al passato ma che viene contestualizzato e attualizzato nel presente. Un obiettivo ambizioso, questo, che poche bands riescono a replicare. Ecco perché, eliminata qualche piccola sbavatura, come sopra accennato, ritengo che i Wishmaster possano tranquillamente puntare in alto.

 

ELIO FERRARA

 

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N. D.

 

 

                                 

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