Alltheniko... un monicker che nasconde dietro un' energia thrash tutta ottantiana ed un disco come "We Will Fight!", debutto tra i piu' interessanti usciti in Italia in questo 2007 metallico. Qual' e' la formula vincente del trio vercellese ? ... semplicita', ironia e l' aver assimilato la lezione dei maestri senza risultare inutile copia di proposte precedenti. Vediamo di conoscere un po' meglio gli Alltheniko tramite le parole del chitarrista Joe Boneshaker.....
Ciao Joe, qui Marco di A DREAM IN STEEL webzine. Per iniziare, vuoi per favore fare un breve resoconto biografico così da poter capire come gli ALLTHENIKO sono arrivati al traguardo del primo full lenght ufficiale ?
Certo, innanzitutto grazie per averci dedicato questo spazio! La nostra band si è formata nel 2002 ed è composta da Joe Boneshaker (chitarra), Dave NightFight (basso e voce) e Luke the Idol (batteria), senza mai aver avuto cambi di line-up. Lo stile musicale si è sviluppato attraverso i nostri 3 cd demo: “Animal Thing” 2002, “Sound of Rust” 2003 e “Extermination” 2004; quest’ultimo ci ha permesso di prendere contatto nel 2005 con una label italiana per l’uscita del primo disco ufficiale. Nel 2005 infatti abbiamo registrato l’album che, dopo alcuni avvicendamenti, ha visto la luce solo nel marzo 2007 per le label Trinity Records HK e My Graveyard Productions.
Sono rimasto favorevolmente sorpreso dal vostro esordio; insomma, una vera bomba ad orologeria fatta in casa ( apprendo che vi siete occupati anche della produzione) con heavy classico e puro thrash metal ottantiano, formula tradizionale ma sempre affascinante, almeno per chi vi sta’ parlando. Ma cosa mi dici dei recenti riscontri generali di critica e
pubblico ?
Grazie mille per i compliment! vorrei precisare che mi sono occupato personalmente della produzione essendo un appassionato di registrazione. Il disco sta sicuramente superando le nostre aspettative, continuiamo ad avere ottimi riscontri anche all’estero, sia per quanto riguarda il pubblico sia per la critica, nelle recensioni non abbiamo mai insufficienze!
Prima di uscire in territorio europeo per My Graveyard Productions, “We Will Fight” ha ottenuto l’ anno scorso una licenza di distribuzione per l’ etichetta di Hong – Kong Trinity Records. Come siete venuti in contatti con loro ? e praticamente cosa vi hanno portato in termini di lavoro e riscontri al di fuori del mercato nostrano?
Abbiamo semplicemente contattato diverse etichette nel mondo (ben 400) e, dopo aver ricevuto alcune proposte, abbiamo optato per la più interessante, ovvero la Trinity Records di Hong Kong, con la quale siamo in ottimi rapporti ed è per noi affascinante sapere che ci sono persone che ci sostengono anche dall’altra parte della terra e vanno in giro con le nostre T-shirt. La label ci ha anche proposto di fare in futuro un tour dalle loro parti, sarebbe una grande esperienza!
La mia curiosità volge ora verso il vostro monicker? Il significato del termine ALLTHENIKO?
Il nome “ALLTHENIKO” non ha una traduzione letterale né un significato, nel 2002 quando la band si è formata cercavamo un monicker originale e ci siamo ispirati ad un paesino vicino a Vercelli chiamato “Oldenico”, che si sarebbe potuto scrivere “Alltheniko”(con un po’ di fantasia) in inglese.
Vogliamo parlare dell’ artwork del disco? In apparenza puo’ sembrare fuori luogo, ma visto che ho anche visionato il video di “Wheel of Fortune”, mi pare di capire che dietro c’e’ una tendenza ben precisa a non prendersi troppo sul serio ? non è cosi’?
Sì! la spontaneità fa parte del nostro modo di proporci! Pensiamo che questo concetto rende anche la nostra musica più fruibile. L’artwork può sembrare fuori luogo, ma ha un significato ben preciso: l’imponente personaggio raffigurato (Che abbiamo battezzato Franco in risposta a Eddie!) è grezzo, non ha fronzoli ed è situato in un ambiente desolato, questo lo ricollega alla musica contenuta nel disco; l’altro lato positivo e che una cover con colori così accesi attira sicuramente l’attenzione sugli scaffali dei negozi!
Dal vostro sito ufficiale apprendo che all’ indomani delle buone recensioni ottenute con il vostro demo “Extermination” del 2004, siete venuti in contatto con una label italiana per la realizzazione del vostro primo disco; ma poi tutto cadde nel nulla perche’ giudicavano il materiale “troppo thrash e violento”. Mi viene quasi da ridere (amaro) quando penso che c’e’ gente in Italia nel campo discografico che considera il metal una moda e mette in secondo piano il pieno supporto a band valide . . In un ipotetico faccia a faccia, cosa diresti a queste persone che non hanno creduto nella vostra musica, specie ora che il vostro album è ufficialmente sul mercato ?
L’etichetta in questione (che non voglio nominare) è fallita dopo poco tempo e questo è tutto un dire! come direbbe il nostro amico O’Piley (il signor Piledriver) “I don’t care”.
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