Largo ai giovani ! Motto piu' che appropriato per l' affacciata ufficiale sulle scene dei power metallers siciliani ANCESTRAL, che pero' dietro il fresco debutto di "The Ancient Curse", nascondono anni di gavetta passati a cercare di migliorarsi e di trovare un' identita' che non li facesse passare subito come ennesimo gruppo power metal tutto fumo e niente arrosto. Il risultato di questo lungo percorso, riversato magistralmente su "The Ancient Curse", ripaga ampiamente il sudore versato per la causa. Vediamo ora di capire qualcosa in piu' grazie al cantante MIRKO OLIVO, che con grande disponibilita' si è sottoposto ad uno dei miei consueti interrogatori.....
Ciao Mirko, benvenuto su A DREAM IN STEEL webzine. La prima considerazione va’ fatta sul bel lasso di tempo intercorso tra la nascita degli ANCESTRAL (1999), e l’ esordio “The Ancient Curse”, avvenuto poco piu’ di un mese fa’. Non si puo’ certo dire che non avete fatto la vostra onesta gavetta prima di giungere ad un contratto in piena regola… Quali sono le tappe fondamentali che hanno segnato questo cammino ?
Ciao a tutti! Beh… raccontare rapidamente la nostra gavetta, che è durata ben otto anni, è piuttosto complicato: cercherò di essere breve per non annoiare già dalla prima domanda (c’è tutto il tempo poi ehehehe!). Come hai detto poco fa, gli Ancestral nascono nel gennaio del 1999 con l’intento di suonare musica potente ed epica al tempo stesso. Abbiamo fin dall’inizio cercato di discostarci dal filone symphonic metal che era il trend allora imperante e quindi è stato per noi naturale escludere le tastiere dalla struttura dei nostri pezzi (in tempi non sospetti devo dire).
Nel 2000 il nostro primo demo (Travel in a Forgotten Time) che è stato ben accolto sia dalla critica che dal pubblico nonostante una produzione non proprio brillante e una prestazione da band chiaramente non ancora matura. Nel 2001 esce Breed of Chosens, il nostro secondo demo, che ha spostato in avanti le coordinate della band verso sonorità più articolate pur mantenendo un approccio molto diretto e potente. Il periodo che ha seguito la pubblicazione del secondo demo vede l’uscita del nostro vecchio chitarrista con conseguente ricerca di un sostituto che non è stata per niente facile, tanto che per un po’ abbiamo pensato di rimanere una four piece band.
In questo periodo veramente difficile abbiamo partecipato ad alcune compilation, di cui una distribuita in tutto il mondo. Infine veniamo ai giorni nostri nel 2005: abbiamo finalmente trovato il nostro quinto elemento in Joe Ferrantello con cui abbiamo registrato il promo “The Walls Of Troy” che ci ha procurato il contratto con L’Underground Symphony.
Cosa mi dici invece di eventuali traversie ed ostacoli che avete dovuto fronteggiare in questi anni? Se vuoi, è giunto il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa…
La prima cosa che mi viene in mente è quando ci dissero che senza tastiere non andavamo da nessuna parte perché tirava il metal sinfonico, oppure che dovevamo ammorbidirci perché il sound era troppo aggressivo. Sembra assurdo, ma anche in ambito metal esistono i trend e c’è gente che pretende che tu ti li segua cercando pure di essere originale.
Poi mi viene in mente la pretesa di alcune label di fare un investimento sicuro cercando di proporti dei contratti capestro per riprenderci quei quattro soldi che hanno investito senza fare un minimo di promozione e facendo cadere nel dimenticatoio dei buoni lavori. Non voglio fare polemica inutile visto che il passato è passato, purtroppo questo è quello che abbiamo affrontato noi e che affrontano tantissime band. Ci riteniamo veramente fortunati di aver incontrato Maurizio Chiarello e di aver firmato per la sua Underground Symphony: persone corrette, umili, che credono nel loro lavoro,
con cui puoi parlare e che ti supportano in tutto e per tutto.
Parlando del vostro primo full-lenght, ho notato con piacere che nonostante vi troviate ad esordire sulla carta, gia’ sembrate essere equipaggiati di una buona dose di personalita’, elemento che il piu’ delle volte latita, ancor di piu’ se entriamo in territori squisitamente power. Ma il vostro background su che punti di riferimento si poggia ?
Otto anni di storia saranno pure serviti a qualche cosa!!! Ti ringrazio veramente per il complimento. Il nostro background è certamente molto vario. Tutti nella band ascoltiamo di tutto anche se ognuno ha le sue preferenze. Io personalmente sono un grande appassionato di musica classica, di colonne sonore, rock anni 70; Heavy Metal (up The Irons); power metal; thrash e chi più ne ha più ne metta. In generale penso che gli Ancestral siano una Epic Speed Metal Band come scriviamo sull’intestazione del nostro sito.
In sostanza abbiamo sempre cercato di unire l’heavy metal classico (Maiden e Priest in primis) con l’epicità di band come Blind Guardian, Rhapsody (of Fire), Manowar il tutto condito con un guitar work in molti frangenti vicino al thrash metal.
Immagina per alcuni momenti di immedesimarti nelle vesti di un recensore intento nel cercare di trovare i lati migliori di “The Ancient Curse” … punti di forza ? (Mirko) E’ il più bel disco della storia dell’heavy metal!!!!! Scherzi a parte, credo che giudicare obiettivamente il proprio lavoro sia una delle cose più difficili. Se abbiamo scritto questi pezzi, è chiaro che ci piacciono e che, proprio perché li abbiamo creati, ne conosciamo ogni passaggio, tutta la storia, come è nata quella determinata parte, in che frangente è stato scritto il testo.
Questa è una situazione totalmente diversa rispetto a quella in cui si trova una persona che non ci ha mai visti e si trova a giudicare il nostro lavoro (che può quindi essere più obiettiva di noi). Posso dirti con che parametro giudico io i dischi e posso tentare di applicarlo a The Ancient Curse: quando ascolto un disco poco mi importa che sia originale o meno, che sia ricercato o meno, o quanto siano bravi i musicisti che lo stanno suonando, quello che immagino è di trovarmi sotto un palco e cantare da spettatore quei pezzi per la carica che mi trasmettono.
Se i brani mi trasmetto questa voglia di andare a scapocciare sotto un palco, mi trasmettono emozione, allora quel disco per me è valido. Beh penso che i brani di The Ancient Curse abbiano carica da vendere e spero la trasmettano a quelli che ascoltano: io sarei sotto quel palco a sgolarmi e a sbatacchiare il cranio con tutti quelli che vogliono farmi compagnia. (lo so, non è un granché come recensione, ma in fondo sono un metallaro non un giornalista).
( siamo in 2 allora ahahah) Che riscontri ha avuto l'album finora in Italia e all'estero ?
A livello di critiche direi abbastanza positive, per quanto riguarda le vendite siamo molto soddisfatti, il disco è uscito da pochissimo e la nostra l’etichetta, messo da parte lo stupore iniziale, ha gia fatto stampare la seconda tiratura! considera che nonostante la profonda crisi del mercato musicale, non è facile per un gruppo all’esordio come il nostro ottenere dei risultati soddisfacenti,
Senti un po’, ma questa simpatica “Eleanor Rigby” posta in coda al disco da dove spunta fuori? Di norma vedo coverizzare i vari Judas Priest, Iron Maiden, Queensryche etc…scelta piuttosto originale per un gruppo di matrice metal rivoltare un pezzo dei Beatles….
Sono contento che ti sia piaciuta. La scelta di coverizzare Eleanor Rigby è nata dalla voglia di fare qualcosa di diverso dalla solita cover di gruppi storici dell’Heavy Metal. La scelta è caduta sui Beatles perché li riteniamo una band che ha composto melodie memorabili e sono senz’altro dei maestri per tutti quelli che si avvicinano alla musica. Eleanor Rigby in particolare è stata scelta perché nella versione originale è arrangiata solo con archi e ci ha permesso di divertirci nel farla “nostra”.
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