Prestate attenzione ai CIRCUS MAXIMUS, perche' i giovani norvegesi si sono staccati di dosso l' etichetta di newcomer dalle glorie estemporanee andando a bissare se vogliamo l' ottima prova offerta in occasione del primo disco uscito 2 anni fa. Sarebbe stato lecito anche aspettarsi un disco debole o poco personale, perche' è anche vero che i nostri si stanno facendo le ossa avendo tirato la testa fuori dal guscio da poco tempo. Ma invece "Isolate" rinnova i sorrisi di chi li aveva seguiti sin dagli inizi, rimodellando uno stile che gli amanti delle melodie progressive non potranno fare altro che apprezzare... A DREAM IN STEEL chiama ed il cantante MICHAEL ERIKSEN cordialmente risponde....
Ciao ! Benvenuto Michael, qui è Marco che ti parla dalla webzine Italiana A DREAM IN STEEL… allora, ben fatto, il vostro secondo album “Isolate” è finalmente uscito . Devo ammetere che ero piuttosto curioso di vedere come I CIRCUS MAXIMUS avrebbero sviluppato il loro stile, partendo da un ottimo lavoro come “The 1 st Chapter”. Cosa c'e' di nuovo ? Ho notato una produzione migliore e piu' nitida, melodie arricchite, uno stile piu' maturo.. cos' altro? Cosa possiamo dire ai lettori per far capire meglio le differenze tra quello che eravate intorno al 2004/2005 e quello che siete oggi?
Ciao Marco, è un piacere sentirti, e grazie per aver notato “miglioramenti” nel nostro nuovo album hihi ! ( Michael fa sicuramente riferimento al mezzo voto in piu' ricevuto da “Isolate” rispetto all' album precedente in sede di recensione..). Totalmente d'accordo con te , il suono è migliore.. le canzoni sono piu' mature, ed abbiamo certamente lavorato di piu' sulle melodie questa volta. Presumo che cio' dica tutto !
Per quanto riguarda I testi, so che “Isolate” ha a che fare con il tema della pazzia e della solitudine. Per prima cosa, chi è l' autore principale dei testi, e perche' avete scelto questi temi per il vostro nuovo album?
Tutti i membri dei CIRCUS MAXIMUS si occupano dei testi, sia da soli che in gruppo. Durante le registrazioni di “Isolate” ci siamo trovati spesso insieme per discutere su cosa dovessero parlare le canzoni, e una cosa divertente che ricordoè che Mats ( Hugen-chitarrista) ed io avevamo scritto il testo di “Wither”, poi chiesi a Truls ( Hugen, fratello di Mats e batterista) quale fosse la storia su cui era incentrata “From a Childhood's Hour”, un pezzo di cui aveva curato il testo. Lui disse : “Allora, parla di un tizio che lotta nei bassifondi.. “, divertente perché era lo stesso tema di “Wither” ! Poi ricordo che parlando con Glen ( Mollen-bassista ) che aveva sempre lo stesso tema anche per la canzone “Abyss”, decidemmo di costruirci attorno un concept album visto che avevamo già 3 pezzi che in qualche modo si collegavano tra di loro.
A tal proposito , c'e' qualche canzone che pensi sia speciale per cogliere meglio il senso del disco?
Certo.. il pezzo “Abyss”. Dove trovi il protagonista sull' orlo del precipizio a chiedersi quanto valga ancora la pena vivere la sua vita. Il testo del ritornello dice “I stand on the edge of the Abyss and I am waiting to fall. I see no way out in life when I look back there was non one there for me. “ Questo estratto del ritornello coglie il tema principale dell' intero disco.
Passando ora alla musica, ho trovato in “Zero”, “Wither” e “Mouth of Madness”, giusto per nominare 3 delle mie canzoni preferite, un quasi perfetto equilibrio tra il vostro meglio riconosciuto tocco progressivo e le grandi melodie memori della scuola AOR. Ora voglio sapere come una canzone dei CIRCUS MAXIMUS nasce solitamente… seguite delle particolari linee guida, oppure tutti voi avete modo di spaziare liberamente seguendo il vostro gusto personale ?
Allora, attualmente si e no. Siamo tutti molto selettivi quando si tratta di tirare fuori idee; che non metteremmo mai su un bel riff di Mats se non prima queste non vadino ad amalgamarsi con la canzone nella sua interezza. Generalmente le canzoni partono sia da un riff di chitarra che di tastiera, poi costruiamo il tutto partendo da li.
Quale è stato il contributo del nuovo tastierista Lasse Finbroten ?
Wow, lui è un maestro, te lo posso confermare ! E' un fantastico ragazzo ed un incredibile musicista. Credo che non ci sia cosa con la tastiera che non sia in grado di fare hahaha. E' pure un grande songwriter ed ha portato una gran mole di idee per il nuovo disco. E' veramente importante avere un tastierista che sia dentro in prima persona nel discorso musicale, piuttosto che averne uno a cui bisogna dire tutto quello che si deve fare.
Ultima ma non meno importante, la tua voce è una delle migliori qualità' mostrate dal nuovo album … dando uno sguardo al passato , in quale occasione hai capito che saresti diventato un cantante ?
Grazie mille Marco, significa molto per me sentirti dire questo ! Canto piu' o meno da quando avevo 12 anni, in pratica da quando cominciai a suonare in un gruppo. Sono partito col suonare la chitarra ed occuparmi dei cori in una rock band, e col passare degli anni ho cominciato a focalizzare le mie attenzioni sempre piu' sul cantato. Diciamo che questi passaggi sono venuti abbastanza naturalmente.
E cosa mi dici dei tuoi cantanti preferiti, quelli che tu consideri come vera fonte di ispirazione ?
Oh, ce ne sarebbero molti, ma le maggiori “fonti” sono sicuramente Geoff Tate, Jorn Lande, Joey Tempest, Andy Engberg, Richard Marx e Roy Khan. Quei ragazzi sono tutti per la melodia, cosi' come me. Quando si parla di compositori , i miei preferiti sono Kip Winger e Richard Marx. |