La storia dell' heavy metal italiano passa anche attraverso i DARK QUARTERER, formazione che va avanti da piu' di 3 decenni senza perdere neanche un po' della voglia di suonare e di portare in giro il proprio credo, che forgiando prima del tempo oscure trame heavy, epiche e progressive, ha influenzato buona parte dello scenario nostrano. Quindi mettete pure i DARK QUARTERER sotto la categoria "Band di Riferimento", perche' questo provano dischi seminali quali "Dark Quarterer" e "The Etruscan Prophecy", piccole gemme partorite negli eighties, il cui fascino sopravvive ancora oggi alle intemperie delle mode. Grazie alla scusa della recente ristampa di un altro capitolo fondamentale della loro discografia quale "War Tears", per me è certamente un gran colpo poter interloquire con lo storico bassista/cantante GIANNI NEPI e poter "toccare" direttamente un capitolo decisivo dell' hard & heavy tricolore....
Ciao Gianni, benvenuto sulle pagine di A DREAM IN STEEL. E' un enorme piacere per me poter venire in contatto, se mi permetti l' affermazione, con uno dei gruppi hard & heavy che a mio modo di vedere hanno scritto una pagina importante della storia tricolore. Cominciamo a parlare della recente ristampa di “War Tears” ad opera della My Graveyard Productions…. Sono passati ben 16 anni dall' uscita di quel disco che vide l' entrata in line-up del chitarrista Sandro Tersetti, subentrato al dimissionario Fulberto Serena. Cambio che si ripercosse anche sulla vostra musica. Alla luce di tutti questi anni trascorsi, in che ottica inquadri oggi “War Tears” in relazione ai vostri 2 precedenti “capolavori” “Dark Quarterer” ed “Etruscan Prophecy” ?
Innanzitutto grazie a voi per averci concesso uno spazio nella vostra webzine…. A distanza di cosi tanto tempo…riascoltando “War Tears”, lo trovo ancora fresco e non datato. Le composizioni sono varie e ricche di dinamiche, la registrazione made in Germany è ottima (forse le chitarre un po' più corpose non avrebbero guastato) e nell' insieme non mi fa assolutamente rimpiangere i primi due lavori.
Come ben sai il compositore delle musiche (non degli arrangiamenti) dei primi due dischi era il Serena. È ovvio che cambiando line-up e addirittura la mente compositiva il mutamento sarebbe stato evidente. Le atmosfere ombrose e classiche dei primi due album lasciano il posto a sprazzi di luce più evidenti anche se brani come “nightmare” o “Darkness” di chiarori ne hanno ben pochi, ma, nell' insieme le tinte progressive squarciano l' oscurità con maggiore determinazione. In più è l' anima blues di Sandro a ricamare in modo diverso le trame chitarristiche….
insomma, diverso si, ma a mio parere non inferiore, anzi ! mi spiace per chi avendo ascoltato i primi due album si sarebbe aspettato una continuazione di quelle sonorità, ma nell' evoluzione di un gruppo è prevedibile anche un cambio di rotta. Invito quelle persone ad ascoltare i brani con “orecchie” e “mente” più aperte. Inoltre non apprezzo quei gruppi che sfornano dischi uno dopo l' altro fotocopie l' uno dell'altro…….non li digerisco proprio……
La mia attenzione su questa ristampa è caduta inevitabilmente su una chicca: un video , “Red Hot Gloves” ,che ha il sapore del ritrovamento archeologico dal valore inestimabile, pescato addirittura da delle prove del 1984 in una stanza di una stalla di un vostro amico ! Cosa pensi quando ti rivedi in quel video?
Che c'avevo più capelli e meno pancia !!! A parte gli scherzi….stavamo provando per la registrazione del primo disco e l' atmosfera era elettrizzante, carica al punto giusto, adrenalina a fiumi….una bella emozione rivedersi, ascoltarsi dentro e percepire che ancora oggi quell' energia è rimasta INTATTA !!!
Cosa mi dici a proposito dell' atmosfera che si respirava in quel periodo intorno alla band ? Eravate coscienti del fatto che stavate creando qualcosa di davvero personale? Non a caso oggi la critica vi annovera all' unanimita' come i precursori italici dell' Epic/Progressive…
Di atmosfera non ce n’ era proprio !! non ci cacava nessuno, noi viviamo in provincia e a parte il
fumo degli stabilimenti, Piombino non ci ha mai (dico MAI) offerto nulla per gratificare la nostra
musica.. questo vale anche adesso..pensa che abbiamo fatto un concerto nel 2005 nella nostra
città e le poche persone presenti erano venute da Firenze, Torino o Grosseto…
nessuno è profeta in patria!!! PAROLE SANTE!!!
Per rispondere alla seconda parte della domanda…si, sentivamo dentro che quello che
proponevamo era diverso da tutto, certo influenzato da tanti stili, ma diverso da tutto..un po’
come un cuoco che, utilizzando ingredienti già conosciuti si inventa una nuova ricetta !!
Viene quasi spontaneo chiedersi come mai una band cosi' influente e seminale come i DARK QUARTERER si ritrovi a gestire una notorieta' che è di gran lunga inferiore agli effettivi meriti….onestamente, guardandoti alle spalle, quali pensi siano stati i fattori o gli avvenimenti ben precisi che hanno fatto da attrito ad un eventuale esplosione della band su larga scala?
Quando usci il nostro secondo album era il momento di muoversi, suonare dal vivo sarebbe stato linfa vitale per noi, ma ahimè Duccio Marchi e Fulberto Serena non erano di questo avviso..e io e Paolo eravamo un po’ vittime di questo loro pensiero non avendo mai reagito….non ho mai capito perché e non credo lo capirò mai..fatto sta che da quando suoniamo la gente che viene ai nostri concerti apprezza maggiormente anche i nostri dischi!!suonare…suonare…suonare questa è la parola d’ ordine!!!!!!!!!!!!!!
Le vostre origini come noto risalgono all' inizio degli anni 70, quando giravate con il monicker OMEGA R intenti unicamente a provare e suonare cover. Quali band al periodo destavano il vostro interesse e che pensi siano state fondamentali per lo sviluppo del futuro stile dei DARK QUARTERER?
Adoravamo tutti e tre i Gran Funk Railroad e credo che la sezione ritmicha sia sempre stata influenzata dal loro suond. E poi Cream, Deep Purple, Uriah Heep, Black Sabbath………gli Iron Maiden e i Manowar non esistevano ancora!!!!
Tornando alla ristampa; è presente anche il video di una vostra apparizione piu' recente all' Italian Legion Attack del 2004 col brano Black Hole; testimonianza pratica di quello che oggi sono i DARK QUARTERER dal vivo. In tal senso, il talento del vostro piu' recente acquisto Francesco Sozzi è innegabile. Parlando di Serena, Tersetti e Sozzi, vuoi tracciare per favore un tuo personale giudizio sulle qualita' e le peculiarita' dei 3 chitarristi che hanno rappresentato 3 distinte fasi della vostra carriera?
Fulberto preparava in modo maniacale le sue parti solistiche e riproduceva dal vivo i soli tali e
quali al disco..non erano improvvisazioni ma delle linee melodiche molto articolate e belle che
riempivano i vuoti delle parti cantate..indubbiamente un grande talento.
Il limite di un tale approccio chitarristico e che dopo 10 composizioni ci sia il rischio di ripetersi
e che dal vivo non c’è niente di diverso dal disco…
Sandro era più viscerale ed istintivo molte cose presenti su War Tears sono state inventate in
studio e con risultati ottimi!! Anima e gusto da vendere ed in più grande simpatia e personalità
che straripavano sul palco ad ogni esibizione..peculiarità..mah, sinceramente nessuna! Peccato
non sia pù con noi! Ciao SANDRINO!!!!
Francesco Sozzi è il talento naturale per eccellenza: grande tecnica ma mai fine a se stessa !
veloce ma solo quando serve, melodico e viscerale, istintivo ma preciso e molto, molto
autocritico!! Ha un tocco unico e dei suoni perfetti per il nostro stile di musica!!
Per noi una grande garanzia e sicurezza sul palco e poi….un
ragazzo stupendo sempre pronto alla battuta e allo scherzo ma anche a far emergere ogni
difetto sempre in modo costruttivo!!! Gino (il padre) hai fatto proprio un bel lavoro!!
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