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Intervista a ANDREA ARCANGELI (DGM) - 15 Giugno 2007

DGM

 

 

Genere : Progressive/Power

Recensioni :

"Different shapes" - (2007) -
Label : Scarlet Records

link utili :

http://www.dgmsite.com

Forse qualcuno aveva dato per morti i DGM dopo l' addio di DIEGO REALI (chitarra) e FABIO SANGES (tastiere) ? Potete togliervi dalla testa che il gruppo prog/power romano abbia in qualche modo perso un minimo della qualita' che gli ha contraddistinti in tutti questi anni di militanza....è bastato rimboccarsi le maniche, trovare per fortuna sotituti all' altezza della situazione e di conseguenza dare fuoco alle polveri con un disco che non deludera' le aspettative degli adepti. "Different shapes" è un "nuovo inizio", una tappa importantissima che potrebbe aprire interessanti prospettive per una delle migliori espressioni metalliche partorite dall' Italia negli ultimi 15 anni. Affrontiamo queste tematiche in un' intervista fiume con il bassista ANDREA ARCANGELI, per l' occasione davvero loquace e simpatico.

 

Ciao Andrea, qui' Marco Tarda , benvenuto su A DREAM IN STEEL webzine, è un piacere per me poter scambiare 4 chiacchiere con te e poter tastare il polso della situazione , visto che il vostro nuovo album “Different shapes” è uscito da pochi giorni. Allora, credo che voi tutti avrete di che essere soddisfatti del risultato raggiunto su questo nuovo capitolo della saga targata DGM; dopo i “pesanti” cambi di line-up a dire il vero mi sarei aspettato un naturale calo di tensione, ed invece siamo qui' a parlare di un gruppo davvero in forma e tornato in pista con un' energia rinnovata., avendo mantenuto un marchio distintivo ben riconoscibile e al tempo stesso allargando il discorso musicale. In merito a cio' , quali pensi siano le caratteristiche migliori dei “nuovi” DGM cosi' come ascoltati su “Different shapes?

 

Sicuramente una caratteristica importante dei DGM di oggi, che credo si rifletta anche nell'album, sia una serenità ritrovata dopo varie vicissitudini come hai giustamente osservato.

Dal punto di vista musicale direi che pur avendo mantenuto la nostra personalità nella melodia e negli arrangiamenti i nuovi DGM godono di un sound più aggressivo e d'impatto rispetto al passato, inoltre forse una più spiccata maturità nella cura di altri fattori come per esempio quello della produzione.

Per Different Shapes abbiamo puntato molto su questo aspetto, inoltre ognuno di noi ha riacquistato una voglia di fare che piano piano si stava affievolendo, visto i trascorsi e questo anche grazie a Simone ed Emanuele che ci hanno aiutati ad arrivare a questo nuovo capitolo nella storia dei DGM

 

Rispetto al vostro precedente “Misplaced”, uscito nel 2004, sembra passata molta acqua sotto i ponti, a me oggi sembra chi i DGM siano piu' eterogenei, ma vorrei sapere non solo le differenze che per te sono lampanti tra quel disco ed il nuovo nato, ma anche se e come è cambiato il modo di lavorare dei DGM….

 

Beh sicuramente Misplaced aveva un impostazione più diretta dal punto di vista delle composizioni, era molto power oriented pur mantenendo delle venature prog a mio avviso molto particolari ed efficaci, Different Shapes rimane un disco più duro ma più riflessivo, relativamente parlando, rispetto al suo predecessore, soprattutto per la varietà dei pezzi che lo compongono.

Lavorare a questo album non è stato molto differente dalle volte precedenti, con Simone si è innescata subito una grande alchimia sia personale che compositiva.

La differenza più grossa è che vivendo a Rimini il processo di composizione è stato un pochino frazionato, ci siamo scambiati idee con il web…per poi completarle tutti insieme ogni 2/3 settimane. Non ci è voluto molto anche perché tutti noi avevamo le idee ben chiare, Simone poi è di una prolificità indiscutibile e quindi senza neanche accorgercene il disco era finito

 

In definitiva perche' Diego Reali (chitarrista) e Fabio Sanges (tastierista) hanno deciso di lasciare?

In realtà le motivazioni sono da ricercare nel post-Misplaced….

Dopo l'uscita del disco ognuno di noi aveva delle grandi aspettative, avevamo fatto di tutto per cercare di sfruttare l'onda verde alzatasi con Hidden Place e ci eravamo impegnati parecchio per far uscire e supportare Misplaced al meglio, purtroppo ci siamo scontrati con una realtà molto differente…..nonostante la stampa e la gente avessero apprezzato molto Misplaced, non avevamo visto tanto in termini di vendite, anche se non sono andate male, e di promozione.

Questa situazione ci aveva lasciati un po' sfiancati e frustrati…..quindi da qui c'era già una prima forma di malessere, poi ovviamente sia Diego, prima, che Sanges, poi, hanno preferito concentrarsi sui loro progetti.

Diego, che vediamo tuttora e con il quale siamo in ottimi rapporti, ha voluto sperimentare altri generi musicali e per questo ha spiegato la sua perdita di interesse nei DGM.

Fabio Sanges, anche con lui i rapporti sono buoni, ha preferito curare alcuni aspetti della sua vita privata che lo hanno portato a distanziarsi, almeno inizialmente, da una concentrazione musicale necessaria in quel periodo….

 

 

C'e' qualche traccia del lavoro fatto da Diego e Fabio in pezzi o passaggi di “Different shapes” , oppure il processo composito è partito dopo il loro split?

Diego si è allontanato ancor prima che Different Shapes venisse anche solo lontanamente immaginato…….quindi di Diego non c'è traccia nel disco.

Fabio Sanges invece ha partecipato alla composizione di “The Alliance” che è stato il primo brano a prendere vita dopo che Simone si era unito a noi.

Inizialmente Fabio Sanges si era trovato molto bene con Simone, ma aveva sviluppato con Diego un feeling eccezionale …feeling che, dovuto anche a molti altri suoi pensieri, non è scattato con Simone….e quindi proprio durante le prime bozze di “The Alliance” ha preferito non continuare.

Il suo apporto comunque in quel pezzo è stato fenomenale come al solito, d'altronde Fabio è e rimarrà un eccellente musicista.

 

Ma parlando ora dei nuovi entrati Simone Mularoni (chitarrista) ed Emanuele Casali (tastierista), pare che di meglio non potevate proprio trovare come sostituti…come siete arrivati a loro ?

Simone lo avevamo incontrato diverse volte quando avevamo suonato dalle sue parti, lui e Diego già avevano scambiato due chiacchiere…..dopo lo split con Diego è stato Titta a ricordarci di Simone, lo abbiamo contattato per fare qualche prova e lui si è dimostrato fin da subito entusiasta.

Fin dalle prime prove tutti noi avevamo capito che Simone era sia personalmente che musicalmente la persona giusta per i DGM.

Da quel momento in poi abbiamo subito iniziato a lavorare a quello che ora è “Different Shapes”.

Per Emanuele il discorso è andato diversamente, quando Fabio Sanges se ne è andato abbiamo deciso di continuare a scrivere il disco senza un' ulteriore elemento, in quanto era ormai tutto iniziato e la presenza di una persona nuova forse sarebbe stata un intralcio, nel senso che essendosi già sviluppato un certo affiatamento con Simone avremmo dovuto ricominciare tutto con il nuovo entrato…..alla fine di tutto ci è venuto spontaneo chiedere ad Emanuele di occuparsi delle tastiere, anche perché ci aveva già aiutato in alcune date live e comunque lo conoscevamo già da prima.

 

E in che misura invece Simone ed Emanuele hanno contribuito al songwriting?

beh diciamo che senza Simone “Different Shapes” non avrebbe visto la luce, quindi il suo apporto è stato fondamentale, come ogni chitarrista che si rispetti la maggior parte delle idee del disco sono partite da lui.

Emanuele essendo arrivato a composizioni ultimate ha contribuito molto a livello di arrangiamenti mettendo a favore del disco il suo imbattibile gusto.

Gli abbiamo dato carta bianca sulle parti da comporre, alcune erano fatte ma chi meglio di un tastierista puo' completare il tutto?

E così è stato, Emanuele ha farcito egregiamente un piatto già ben presentato…ahahahahahaha

 

Andrea Arcangeli (bassista)

 

 

 

 

Il nuovo entrato Simone Mularoni (chitarrista) insieme a Titta Tani (cantante) al Gods of Metal del 3 Giugno 2007

 

 

 

Un pezzo come “Peace of mind” ha suscitato la mia curiosita', non avevo mai sentito cantare Titta Tani in maniera cosi' furente e thrashy, c'e' forse lo zampino di Simone in quel pezzo? Da dove è nata l' idea di dare spazio a tonalità cosi' aggressive ?

L'idea del pezzo è partita da Simone, come hai giustamente notato, e diciamo che grazie a lui il nostro background più aggressivo è uscito fuori…ognuno di noi ha radici fortemente trash… che fino ad ora avevamo inconsciamente accantonato.

Il growl pero' non è di Titta ma del buon vecchio Giuseppe “Peppe” Orlando…..che oltre ad essere il batterista dei Novembre e nostro amico…ha curato i missaggi dei nostri ultimi tre lavori.

Quando era arrivato il momento di mettere le voci per “Peace Of Mind” volevamo sperimentare questo tipo di contrasto, cioè la strofa growl ed il ritornello melodico.

Titta ha provato, anche con degli ottimi risultati, ha dare forma a questa idea, ma ovviamente non essendo un cantante di quel tipo il risultato suonava un po' differente, anche se molto buono.

Inevitabile quindi è stato pensare a Giuseppe che l'ha resa fantastica.

Quando gli abbiamo chiesto di darci una mano ci ha messo 30 secondi……ha attaccato il microfono…..e ha vomitato per un po' ahahahahahah

 

C'e un pezzo del nuovo disco a cui ti senti piu' legato e che ha per te un significato particolare?

in realtà non ce ne sarebbe solo uno….pero' quello in cui mi riconosco di più è “A Man I'll Never Be” anche perché il testo è stato scritto da me e da Titta e quindi lo sento particolarmente vicino……

Il siginificato è da ricercare, come per la maggior parte di tutti i testi, nella nostra vita di tutti i giorni.

Spesso e volentieri ci troviamo di fronte a scelte che per piccole o grosse che siano ti portano inevitabilmente a porti la classica domanda “ce la faro'?”….”sarà la scelta giusta?”….in questo pezzo ognuno di noi ha trovato un riscontro nella propria quotidianità e inoltre è facilmente accostabile a cio' che è successo e che sta succedendo nei DGM, il domandarsi se dopo Diego tutto sarebbe continuato (e così è stato) e l'immaginare cosa succederà con “Different Shapes”…e sperare ovviamente per il meglio.

 

Visto che in “studio” la nuova line-up è pienamente rodata, in sede “Live” come siamo messi ? Ultimamente vi siete esibiti al Gods Of Metal, vuoi farci un bilancio di questa esibizione sia a livello emozionale che prettamente tecnico?

Prima di iniziare la composizione del disco avevamo voluto sperimentare il gruppo dal vivo, per questo abbiamo fatto 4 date una delle quali ci ha visto partecipi al “Total metal Fest” e devo dire che l'intesa da palco è arrivata immediatamente, anche se abbiamo un po' sofferto la lontananza dalla scena live visto che era parecchio che non ci esibivamo……quindi siamo arrivati al Gods più che preparati..”rodati” :))))))).

L'esperienza Gods Of Metal, che tra l'altro per noi è la seconda, è stata fantastica….la cosa che ci ha colpito maggiormente è stata l'accoglienza e l'affluenza del pubblico…..quando la gente esulta per te e conosci i pezzi dei dischi vecchi non puoi che sentirti onorato di suonare davanti a loro.

Poi il dopo è stato un crescendo di relax e piacere messi insieme, ti ritrovi nel backstage a parlare con i Symphony X….che non hanno apprezzato l'insalata di riso ahahahahahha…..ma che ti fanno un miliardo di complimenti perché hanno apprezzato i DGM in sede live..beh..puoi immaginare che soddisfazione :))))

 

A proposito di live, ci sara' modo di fare qualche data o un mini-tour ? non ti nascondo che sarei lieto di vedervi un giorno qui' dalle mie parti a Catania….

Guarda fosse per noi…suoneremmo sempre dal vivo e in ogni città….

Con “Different Shapes” forse le cose miglioreranno parecchio, la Scarlet , nostra etichetta, sta facendo del suo meglio per promuovere come si deve questo disco……intanto ci sarà un festival piuttosto grosso in Portogallo per poi andare in Olanda al Prog Power Europe…inoltre stiamo organizzando un tour in Europa ed in Asia…diciamo che a giorni dovremmo avere delle news al riguardo…per il momento ti posso dire che stiamo cercando di fare il possibile per accontentare tutti quanti…sia voi… che noi ahahahahhahh

 

 

Ormai avete alle spalle ben 6 dischi, con picchi qualitativi davvero eccellenti raggiunti con “Dreamland” e “Hidden places”, senza dimenticare ovviamente l' ultimo “Different shapes” , ma ho come l' impressione che a livello di notorietà non si siano ancora raccolti i giusti consensi, che secondo me meritereste ampiamente, anche in rapporto ai big del genere….qual'e' il tuo punto di vista in merito a tale questione ? C'e' qualche episodio specifico o situazione in generale che secondo te ha “tarpato le ali” ai DGM ?

Guarda purtroppo è un discorso che abbiamo affrontato un miliardo di volte con moltissima gente, tutti adorano i DGM ma al momento opportuno tutti se ne dimenticano….ahahahahhaha

In realtà non saprei proprio il perché...o meglio…il problema fondamentale in questi casi è la promozione…se non viene adeguatamente fatto uscire fuori…nessuno saprà mai che esisti…..

La promozione comprende anche le date live, che da soli riusciamo ad organizzare ma non ad alti livelli…quindi torna il discorso di prima…..poi ci devi anche mettere che in giro ci sono gruppi che ormai godono di una certa fama e sembra che la gente, pubblico e discografici, abbia paura di investire su qualcos'altro………ci vogliamo metterer anche un pochino di “mafiella”?..e perché no dai…tanto è piuttosto risaputo…

 

Ok Andrea, come classicamente faccio , chiudo l' intervista dandoti l' ultima parola per dire tutto quello che vuoi, prima di cio' ti saluto e ti ringrazio per la disponibilita'…a te la parola…..

Grazie a te e un grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno sempre seguito e che continueranno a farlo e un grazie a chi magari si avvicinerà a noi con Different Shapes…..se siamo qui è anche per merito vostro.

Ci vediamo in giro !

 

intervista realizzata da Marco Tarda

 

 
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