Forse qualcuno aveva dato per morti i DGM dopo l' addio di DIEGO REALI (chitarra) e FABIO SANGES (tastiere) ? Potete togliervi dalla testa che il gruppo prog/power romano abbia in qualche modo perso un minimo della qualita' che gli ha contraddistinti in tutti questi anni di militanza....è bastato rimboccarsi le maniche, trovare per fortuna sotituti all' altezza della situazione e di conseguenza dare fuoco alle polveri con un disco che non deludera' le aspettative degli adepti. "Different shapes" è un "nuovo inizio", una tappa importantissima che potrebbe aprire interessanti prospettive per una delle migliori espressioni metalliche partorite dall' Italia negli ultimi 15 anni. Affrontiamo queste tematiche in un' intervista fiume con il bassista ANDREA ARCANGELI, per l' occasione davvero loquace e simpatico.
Ciao Andrea, qui' Marco Tarda , benvenuto su A DREAM IN STEEL webzine, è un piacere per me poter scambiare 4 chiacchiere con te e poter tastare il polso della situazione , visto che il vostro nuovo album “Different shapes” è uscito da pochi giorni. Allora, credo che voi tutti avrete di che essere soddisfatti del risultato raggiunto su questo nuovo capitolo della saga targata DGM; dopo i “pesanti” cambi di line-up a dire il vero mi sarei aspettato un naturale calo di tensione, ed invece siamo qui' a parlare di un gruppo davvero in forma e tornato in pista con un' energia rinnovata., avendo mantenuto un marchio distintivo ben riconoscibile e al tempo stesso allargando il discorso musicale. In merito a cio' , quali pensi siano le caratteristiche migliori dei “nuovi” DGM cosi' come ascoltati su “Different shapes?
Sicuramente una caratteristica importante dei DGM di oggi, che credo si rifletta anche nell'album, sia una serenità ritrovata dopo varie vicissitudini come hai giustamente osservato.
Dal punto di vista musicale direi che pur avendo mantenuto la nostra personalità nella melodia e negli arrangiamenti i nuovi DGM godono di un sound più aggressivo e d'impatto rispetto al passato, inoltre forse una più spiccata maturità nella cura di altri fattori come per esempio quello della produzione.
Per Different Shapes abbiamo puntato molto su questo aspetto, inoltre ognuno di noi ha riacquistato una voglia di fare che piano piano si stava affievolendo, visto i trascorsi e questo anche grazie a Simone ed Emanuele che ci hanno aiutati ad arrivare a questo nuovo capitolo nella storia dei DGM
Rispetto al vostro precedente “Misplaced”, uscito nel 2004, sembra passata molta acqua sotto i ponti, a me oggi sembra chi i DGM siano piu' eterogenei, ma vorrei sapere non solo le differenze che per te sono lampanti tra quel disco ed il nuovo nato, ma anche se e come è cambiato il modo di lavorare dei DGM….
Beh sicuramente Misplaced aveva un impostazione più diretta dal punto di vista delle composizioni, era molto power oriented pur mantenendo delle venature prog a mio avviso molto particolari ed efficaci, Different Shapes rimane un disco più duro ma più riflessivo, relativamente parlando, rispetto al suo predecessore, soprattutto per la varietà dei pezzi che lo compongono.
Lavorare a questo album non è stato molto differente dalle volte precedenti, con Simone si è innescata subito una grande alchimia sia personale che compositiva.
La differenza più grossa è che vivendo a Rimini il processo di composizione è stato un pochino frazionato, ci siamo scambiati idee con il web…per poi completarle tutti insieme ogni 2/3 settimane. Non ci è voluto molto anche perché tutti noi avevamo le idee ben chiare, Simone poi è di una prolificità indiscutibile e quindi senza neanche accorgercene il disco era finito
In definitiva perche' Diego Reali (chitarrista) e Fabio Sanges (tastierista) hanno deciso di lasciare? In realtà le motivazioni sono da ricercare nel post-Misplaced….
Dopo l'uscita del disco ognuno di noi aveva delle grandi aspettative, avevamo fatto di tutto per cercare di sfruttare l'onda verde alzatasi con Hidden Place e ci eravamo impegnati parecchio per far uscire e supportare Misplaced al meglio, purtroppo ci siamo scontrati con una realtà molto differente…..nonostante la stampa e la gente avessero apprezzato molto Misplaced, non avevamo visto tanto in termini di vendite, anche se non sono andate male, e di promozione.
Questa situazione ci aveva lasciati un po' sfiancati e frustrati…..quindi da qui c'era già una prima forma di malessere, poi ovviamente sia Diego, prima, che Sanges, poi, hanno preferito concentrarsi sui loro progetti.
Diego, che vediamo tuttora e con il quale siamo in ottimi rapporti, ha voluto sperimentare altri generi musicali e per questo ha spiegato la sua perdita di interesse nei DGM.
Fabio Sanges, anche con lui i rapporti sono buoni, ha preferito curare alcuni aspetti della sua vita privata che lo hanno portato a distanziarsi, almeno inizialmente, da una concentrazione musicale necessaria in quel periodo….
C'e' qualche traccia del lavoro fatto da Diego e Fabio in pezzi o passaggi di “Different shapes” , oppure il processo composito è partito dopo il loro split?
Diego si è allontanato ancor prima che Different Shapes venisse anche solo lontanamente immaginato…….quindi di Diego non c'è traccia nel disco.
Fabio Sanges invece ha partecipato alla composizione di “The Alliance” che è stato il primo brano a prendere vita dopo che Simone si era unito a noi.
Inizialmente Fabio Sanges si era trovato molto bene con Simone, ma aveva sviluppato con Diego un feeling eccezionale …feeling che, dovuto anche a molti altri suoi pensieri, non è scattato con Simone….e quindi proprio durante le prime bozze di “The Alliance” ha preferito non continuare.
Il suo apporto comunque in quel pezzo è stato fenomenale come al solito, d'altronde Fabio è e rimarrà un eccellente musicista.
Ma parlando ora dei nuovi entrati Simone Mularoni (chitarrista) ed Emanuele Casali (tastierista), pare che di meglio non potevate proprio trovare come sostituti…come siete arrivati a loro ?
Simone lo avevamo incontrato diverse volte quando avevamo suonato dalle sue parti, lui e Diego già avevano scambiato due chiacchiere…..dopo lo split con Diego è stato Titta a ricordarci di Simone, lo abbiamo contattato per fare qualche prova e lui si è dimostrato fin da subito entusiasta.
Fin dalle prime prove tutti noi avevamo capito che Simone era sia personalmente che musicalmente la persona giusta per i DGM.
Da quel momento in poi abbiamo subito iniziato a lavorare a quello che ora è “Different Shapes”.
Per Emanuele il discorso è andato diversamente, quando Fabio Sanges se ne è andato abbiamo deciso di continuare a scrivere il disco senza un' ulteriore elemento, in quanto era ormai tutto iniziato e la presenza di una persona nuova forse sarebbe stata un intralcio, nel senso che essendosi già sviluppato un certo affiatamento con Simone avremmo dovuto ricominciare tutto con il nuovo entrato…..alla fine di tutto ci è venuto spontaneo chiedere ad Emanuele di occuparsi delle tastiere, anche perché ci aveva già aiutato in alcune date live e comunque lo conoscevamo già da prima.
E in che misura invece Simone ed Emanuele hanno contribuito al songwriting?
beh diciamo che senza Simone “Different Shapes” non avrebbe visto la luce, quindi il suo apporto è stato fondamentale, come ogni chitarrista che si rispetti la maggior parte delle idee del disco sono partite da lui.
Emanuele essendo arrivato a composizioni ultimate ha contribuito molto a livello di arrangiamenti mettendo a favore del disco il suo imbattibile gusto.
Gli abbiamo dato carta bianca sulle parti da comporre, alcune erano fatte ma chi meglio di un tastierista puo' completare il tutto?
E così è stato, Emanuele ha farcito egregiamente un piatto già ben presentato…ahahahahahaha
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