I lombardi WOTAN non hanno bisogno certo di presentazioni tra i cultori dell' Epic Metal made in Italy , con un' origine che bisogna far risalire alla seconda meta' degli eighties. Sono passati gli anni e le mode , ma quell' ideale di puro ed incorruttibile heavy metal non ha subito scalfitture di alcun tipo… ha vissuto le sue tappe principali con l' uscita nel 2004 del tanto atteso disco d'esordio “Carmina barbarica” , con un ‘apparizione al prestigioso Keep It True Festival ed ora si spera con la consacrazione definitiva affidata nuovo album “Epos” , che definire prodotto competitivo sarebbe il minimo . Con la concomitanza dell' uscita di “Epos”, trovo la scusa per intrattenermi con MARIO DEGIOVANNI , chitarrista e portavoce per l' occasione dei WOTAN.
Ciao Mario , benvenuto sulle pagine di A DREAM IN STEEL..volevo chiederti prima di tutto che cosa pensi a caldo del nuovo "Epos", io l'ho trovato addirittura un gradino sopra rispetto al precedente pur osannato "Carmina barbarica", in particolare per la resa sonora generale ma anche
per l' ingrediente "epico" che si espande ancora di piu'..
Epos è sicuramente superiore a Carmina Barbarica a livello di produzione, abbiamo curato di più il mixaggio e i suoni in generale, abbiamo avuto anche un budget leggermente superiore a quello di Carmina, cosi abbiamo potuto spendere più tempo in studio di registrazione. A livello di canzoni non ti so dire se sia meglio o peggio di Carmina in quanto considero tutte le canzoni molto valide. Certo qui è più presente una componente più epica, con alcune canzoni molto lunghe ed articolate che in passato non abbiamo mai fatto. Ma sono nate cosi, non è stata una nostra scelta precisa.
Come al solito, i testi sembrano assurgere ad un ruolo primario , veleggianti parallelamente alla musica , vuoi delucidarci su qualche tematica interessante del disco ?
Premetto che di tutti i testi si occupa Vanni ( il cantante ) che è un grandissimo appassionato di storia e di mitologia. Comunque si, i testi sono molto importanti, e per molti casi le canzoni parlano di gesta di eroi ( da qui il termine Epos ) come ad esempio La Chanson de Roland, una suite di 15 minuti dove vengono narrate ed evidenziate le gesta più importanti del poema
di Ariosto. Oppure Ithaca, ispirata all' Odissea o ancora Vlad Tepes, la storia del conte Dracula...
Una domanda a parte merita secondo me la caratteristica "Foggy dew" , pezzo dal forte ascendente celtico . Mi delucidi sulla genesi e sul significato del pezzo ?
Foggy dew è una canzone tradizionale irlandese che abbiamo pensato bene di rivisitare in chiave heavy metal. Se senti la versione dei The Chieftains cantata da Sinead O' Connor ti renderai conto della diversità del pezzo ! Pezzo che ci piace molto e per questo abbiamo deciso di inserirlo nel disco, sia a livello prettamente musicale con melodie celtiche che a livello di
contenuto.
In "Spartacus" e in "Mother earth" vengo a sapere quasi con stupore che avete ospitato Ross the Boss, storico ex-chitarrista dei Manowar. Come siete entrati in contatto con lui ? Parlami un po' di questo prestigioso sodalizio..
L' idea è venuta quando eravamo all' Eartshaker Festival nel 2005 dove suonavano i Manowar con la mega reunion e quindi anche Ross The Boss. Parlai con il nostro produttore che riuscì a contattarlo e gli diede il nostro precedente cd Carmina Barbarica. Ross fu entusiasta e accettò volentieri di partecipare ad Epos. Con lui abbiamo anche diviso il palco al Keep It True Festival e jammato insieme Revelation dei Manowar, per me forse il momento più toccante di tutta la nostra carriera musicale.
Che ti posso dire, Ross è un grande anche come persona, non solo come guitar player, ancora adesso rimaniamo incontatto e chissà che in futuro si collabori di nuovo insieme.
In particolare, com' e' che ognuno di voi contribuisce alla fase creativa di un disco dei Wotan ?
Non c'è una regola vera e propria. Di solito io e Vanni ci occupiamo di tutto. I testi li scrive tutti Vanni, per le musiche e le melodie delle volte Vanni viene in sala prove con una melodia che poi sviluppiamo, oppure si parte da un riff di chitarra. Di solito la gestazione delle canzoni è una
cosa molto lunga, perchè curiamo moltissimo ogni aspetto, e finchè non siamo soddisfatti andiamo avanti a lavorarci sopra, magari cambiando le parti di batteria o di basso.
Cosa mi dici delle tue ispirazioni e delle tue influenze in campo heavy metal? Quando imbracciasti per la prima volta una chitarra elettrica a quali modelli ti rifacevi?
L' heavy metal è stata la mia prima ed ancora adesso principale influenza musicale. Sono cresciuto musicalmente negli anni ' 80 quando la scena era fantastica. Praticamente quando iniziai ad ascoltare HM erano appena usciti dischi come Powerslave e somewhere in time dei Maiden, Walls of Jericho e il primo Keeper degli Helloween, Thundersteel dei Riot, Master of puppets dei Metallica, Fighting the world e Kings of metal dei Manowar, il primo degli Heavens Gate, etc, etc.
Tutti dischi che ora sono considerati pietre miliari del genere. Con un background simile puoi ben capire quali furono le mie influenze. I Manowar poi sono un caso a se, perchè per me i loro primi 4 album rappresentano la perfezione, e anche tutti quelli a venire, compreso l' ultimo, li considero capolavori.
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